giovedì 22 aprile 2010

Musica e canto......

Porterò stasera alle prove la lettera che Michael mi ha spedito domenica sera, e penso che ancora una volta gioiremo insieme leggendola.
A nessuno ho detto di averla ricevuta, anche se avrei voluto farlo subito, ma penso sia più giusto leggerla tutti insieme.
Penso che le emozioni di sabato e domenica scorsi siano la prova che, malgrado qualche reticenza iniziale, valga la pena buttarsi in simili avventure, magari impegnative ma così gratificanti, che il fatto di cantare nel coro ci offre.
Ne sono la prova gli interventi di Cesare e Michele, così belli e significativi nella loro semplicità, ma anche gli occhi lucidi dei "Miei" soprani e contralti ed il sorriso benevolo e saggio dei "Miei" tenori e bassi dopo il canto finale alla Messa di domenica mattina.
Il canone che hanno intonato al termine del rinfresco era davvero, come dice Michele, incomprensibile, ma "Musica e canto non hanno confini".
Così ci siamo ritrovati a cantarlo insieme nell' unico linguaggio universale: " Il cantare insieme".
Non so se riusciremo ad andare a Londra, di sicuro però, abbiamo già gettato un ponte sulla Manica con i nostri canti e "Finchè i popoli cantano possiamo ancora sperare........"

domenica 18 aprile 2010

CANTATE FRIENDS

Non avevo voglia di alzarmi da quel divano, togliermi la tuta calda e comoda. Non avevo voglia di mettermi quel vestito blu (in)gessato, di farmi il nodo alla cravatta. Non avevo voglia di uscire in un crepuscolo grigio e umidiccio, di incontrare gente nuova, sforzarmi di parlare con sconosciuti in un’altra lingua. Ma quando sono entrato in quella bella chiesa, che cosa strana, loro mi sono venuti incontro. Ero forse io lo straniero? Gli occhi sorridenti, i nomi ben scanditi: << Buonasera: Lola; buonasera: Claire; I’m Rob; my name is John! >>. << I’m Michele >>. E’ un nome strano per gli inglesi, non lo capiscono subito e fanno fatica a pronunciarlo. Ne so qualcosa per via del lavoro. E allora, di fronte ai loro sguardi un po’ spaesati mi sono fatto un po’ inglese io: <>. E loro mi salutano e mi parlano come fossero veramente contenti di farlo! Così come si guardano sorridendosi l’un l’altro al “fa lala” di quel canto allegro. E a mezzanotte, quando intonano quel canone dalle parole incomprensibili, prima tra loro, a piccoli gruppi, ancora guardandosi negli occhi come se stessero parlandosi, poi vengono verso di noi e la loro voce è diventata la nostra voce, sono stato felice di aver indossato ancora una volta quell’ (in)gessato vestito blu.

Serata con il coro di Londra

E' stata una bellissima serata! Per un attimo mi è sembrato di essere a Taizè: tutti inseme per una cosa comune, in questo caso il canto, tutti amici anche se era la prima volta che ci incontravamo, senza problemi di nazionalità o altro... Grazie per questa esperienza positiva

lunedì 5 aprile 2010

camminare insieme....

Abbiamo cantato per quattro giorni consecutivi, abbiamo gioito, ci siamo emozionati, magari anche arrabbiati, un gruppo di giovani ha vissuto un servizio alla comunità (cantare nel coro non è solo roba da vecchi), cantando abbiamo pregato, forse ci siamo un pò stancati.
Ancora una volta però, ringrazio il Signore per il grande dono del coro, per avermi messo vicino dei compagni di strada così generosi e belli.

mercoledì 31 marzo 2010

Appuntamenti per la "Settimana Santa"

Ricordo gli appuntamenti della "Settimana Santa", la più importante per il nostro coro.

Giovedì Santo: Santa Messa "In coena Domini", appuntamento in Duomo alle 20,45.

Venerdì Santo: Azione liturgica nella passione e morte del Signore, appuntamento in Duomo alle 14,45.
Via Crucis, appuntamento in Duomo alle 20,40.

Sabato Santo: Solenne Veglia Pasquale, Appuntamento in Duomo alle 21,10.

Domenica di Pasqua: Santa Messa solenne, appuntamento in Duomo alle 11,15.

E' IMPORTANTE ESSERE PUNTUALI!

A tutti voi ed alle vostre famiglie, cari auguri di BUONA PASQUA.

Gigi

mercoledì 24 marzo 2010

New President, goodbye

Quel giorno di metà Luglio del 1972 all'ospedale di via Gramsci le urla di una ragazza di vent'anni annunciavano la nascita di un fagottino di 2.5Kg: Claudia… No oddio è un maschio. Va be' allora Claudio. No,no, aspetta forse meglio Michele. Aspettavano una femmina (e perchè poi?). Non avevano nemmeno pensato a un nome da maschio! E comunque Michele fu. Un mese di incubatrice poi via a prendere possesso della casa in campagna. Sì perchè via Rimembranze 15 nel 1972 era profonda periferia e Colatèra il primo centro di un certo rilievo che si incontrava scendendo verso il paese: Desenzano.
Nella stessa estate un giovane falegname viveva nel pieno fermento di anni difficili, ma buoni per formare teste e coscienze. Me lo immagino nel caldo di quei giorni, immerso nella fatica quotidiana, ma con lo sguardo già sul domani a osservare benevolmente un gruppo di cantori in posa sotto la basilica di Assisi. Proprio in quell'anno (1972) era tra gli artefici della nascita del Coro Santa Maria Maddalena.
La mia strada e quella del coro si divisero subito. Nessun contatto, nessun incrocio neppure casuale. Ad eccezione, forse, della visione che ho, nitida ancor oggi, di un omino che, con un'ape rumorosa, consegnava le bombole del gas a casa dei miei genitori. In un curioso intreccio di strade tra coro e affetti famigliari, questo signore minuto e dall'aria scanzonata avrà un ruolo inaspettato.
Lo devo confessare, per chi ancora non se ne fosse accorto: io non conosco la musica. Le poche nozioni di base me le ha insegnate la Prof. Vinciguerra alle medie. Credo di essere stato il suo allievo preferito e comunque ero senza dubbio uno dei migliori in fatto di suonare il flauto (una cosa gialla di plastica che non so se si possa chiamare così).
Mi sono sempre divertito a cantare. Soprattutto i canti alpini che imparavo ascoltando mio padre sotto la doccia e poi duettando con lui nel tragitto Desenzano-Rivoltella verso la scuola. Quanti sassi ho sentito “sotto la tenda a ro- a rotolar” in 3 anni di asilo 5 di elementari e 3 di medie!
Nella parrocchia di San Biagio ho passato tutta la mia infanzia e preadolescenza. Ricordo ancora con affetto e un po' di nostalgia le prove di canto dopo il catechismo con l'allora curato don Luigi Cottarelli, oggi rettore del seminario diocesano. Con lui ho imparato i canti principali della Chiesa di quegli anni (i vari Symbolum e compagnia bella per intenderci).
Poi il passaggio al liceo scientifico a Desenzano, prendendo una strada che forse non era la mia, per imitare un cugino più grande. Grazie a questo stesso cugino (nonchè fratello di un attuale corista) fui introdotto nella parrocchia di san Giuseppe lavoratore dove passai la mia adoloscenza senza una partecipazione molto attiva. E così l'adolescenza progrediva in età più adulta senza troppi spunti interessanti.
La mia gioventù di "cristiano cattolico praticante" si trascinava stancamente quando, un bel giorno di primavera del 1993 mi trovai a messa in Duomo. Non ricordo bene perchè fossi lì. Forse era per pedinare una ragazza di cui mi ero invaghito qualche tempo prima. Fatto è che tra i banchi del secondo blocco, di fronte all'entrata laterale, incrociai gli occhi di una fanciulla che da quel momento sono rimasti riflessi nei miei. Certo ci vollero settimane, mesi, stagioni ma alla fine quegli occhi divennero una voce, la voce divenne un nome e da quel nome nacque una storia.
Cominciai allora a frequentare assiduamente la messa delle 11.30 in Duomo dove ormai da più di vent'anni cantava quel coro, anche lui nato nel 1972, e diretto ormai stabilmente da quel giovane falegname che abbiamo lasciato con i suoi sogni intrisi di sudore in quella lontana estate.
Domenica dopo domenica, celebrazione dopo celebrazione le melodie del coro mi presero sempre di più (credo sia stato Exultate Justi a darmi il colpo di grazia). Fatto è che qualche anno dopo, era il 1996, sostenuto anche dall'amicizia nata con l'allora curato don Andrea Giacomelli che mi aveva spinto a reinserirmi dopo tanti anni nelle attività pastorali, e sollecitato più volte da alcuni amici che cantavano da tempo (Silvia, Nicoletta, Marialuisa, Francesco) decisi di entrare nel coro.
Voi non immaginate nemmeno quale e quanto fosse a quei tempi il terrore che aleggiava attorno alla figura del maestro e quanto potesse costare a me, decisamente timido, fare questo passo. Ma lo feci e riuscii a convincere anche quella fanciulla della messa, Sara (ancor più terrorizzata di me da quel maestro che conosceva fin da bambina). Insieme iniziammo le prove un Giovedì sera di settembre. Poco a poco le voci del coro divennero occhi, gli occhi nomi e i nomi si trasformarono in storie.
Ma questa è la mia storia: e allora con Sara ci siamo sposati e lei è uscita dal coro quando è nato Mattia e poi Letizia. Nel coro ho conosciuto i miei testimoni di nozze: a proposito. Vi ricordate quel tipetto con l'ape che portava le bombole quand'ero bambino? Beh per quello strano andirivieni di , incroci e strade parallele che qualcuno chiama caso, altri destino, già da ben prima di quell'estate del 1972 era molto legato alla famiglia di quella che sarebbe diventata mia moglie. In quell'anno era già padre di due bambinette: Lucia che insieme a Giuliano sarà testimone del mio matrimonio e Donata che, intanto che la mia storia andava avanti, ha sposato il giovane falegname ed è diventata per il coro un pò' moglie, un pò' mamma, un pò' zia, un po' cognata. Una rompiscatole che se non ci fosse sarrebbe da inventare. Insomma il motore del coro.
Sono passati quasi 15 anni e di occhi nel coro ne ho incrociati tanti e con loro tante storie. Tutti arrivati lì da strade diverse ma in fondo tutti arrivati lì per un amore. Ho visto storie finire bene, altre non tanto, altre nemmeno iniziare, altre ancora non sono mai finite. Ho consolidato amicizie importanti, ho indirizzato la mia formazione umana e cristiana. Ho pregato, ho trovato una via per cercare il mistero. Ho parlato il tedesco e il francese, l'africano e l'albanese, il russo e il siciliano. Ho visto qualcuno lasciare con rimpianto, altri andarsene senza aver capito. Ho conosciuto una nuova generazione; quella dei figli che sono cresciuti, cantano nel coro, hanno coinvolto altri giovani amici, hanno portato un'aria dolce, fresca e frizzante. Mi sono innamorato di ognuno di loro, del loro impegno, della loro innocente saggezza, del loro coraggio. Ed è per loro che io sono stato il New President.

lunedì 8 marzo 2010

..........Se non ci fossero i "MIEI CORISTI", mi sentirei come un vento che non ha onde da muovere e della cui briosa spuma non può saziare la vista, una brezza che non ha fronde da far stormire e del cui suono non può bearsi......

sabato 6 marzo 2010

Un grande dono

Il Signore ci ha fatto il dono grande della voce, ci ha dato la possibilità di usarla bene cantando e cantando bene.
Il canto è un linguaggio universale, è il legame indissolubile che ci fa stare insieme, la forma di dialogo più bella e più alta.
Usiamolo questo dono, per parlare col canto al cuore dell' altro, ascoltiamo l'altro che col canto parla al nostro cuore.

giovedì 4 marzo 2010

esperienze ed emozioni

Non tutto mi è chiaro, ma ho la certezza che abbiamo fatto qualcosa di importante, e la speranza di aver suscitato la speranza nel cuore di quegli uomini.
Forse inconsapevolmente, ma lui era carcerato e siamo andati a visitarlo....

martedì 2 marzo 2010

Granelli di sabbia

Forse siamo stati solo un pugno di sabbia, che al primo soffio di brezza si disperde nel vento. Ma i granelli di sabbia si infilano dappertutto, restano nei capelli, nel tessuto dei vestiti, si incollano alla pelle. E’ difficile toglierseli. Te li ritrovi ancora dopo giorni, quando meno te l’aspetti. Io li ho ancora addosso.
Ho ancora nello testa quel senso di incertezza che mi ha accompagnato lungo tutta la vigilia del concerto. Ho ancora nelle orecchie le note dei nostri canti amplificate dalla volta bassa della cripta. Ho ancora negli occhi quelle facce. Magari non tutte belle facce, ma tutte facce normali. Alcune mi sembravano addirittura familiari: il ragazzino che viveva nella casa famiglia quand’ero obiettore; l’operaio che lavora nell’azienda dove sono impiegato; quel vicino di casa schivo che non si fa mai salutare.
Volevo dominare quella strana sensazione di non avere in pugno la situazione.
Allora cantavo e osservavo, cercando di capire.
Ho visto lacrime ferme negli occhi; ho visto teste sporgersi per carpire una voce che arrivava dolce, o per vedere meglio il viso di una ragazza; ho visto orecchie attente e soddisfatte; ho visto ragazzi (chi sa, forse dell’est) ballare con Joska; ho visto labbra pronunciare timide “Dio del cielo, Signore delle cime…”.
Mi aspettavo cani rabbiosi con la bava alla bocca. Ho trovato uomini.

lunedì 8 febbraio 2010

Ho rovinato mio figlio!

Ieri il piccolo Mattia stava attaccando le figurine sul suo album degli animali. Ad un certo punto mi chiama gridando:<< Papà, papà corri! Vieni a vedere!>>. Accorro e cosa stava attaccando? La figurina della pernice bianca!

Questa sera a cena il piccolo Mattia mi dice: << Ho cantato Volano le bianche ad Alessandra (la sua pseudo-fidanzatina). Non gli è piaciuto!>>

Ho gia rovinato mio figlio!

Il volo delle bianche

Ho appena finito di guardare il dvd “Mario Rigoni Stern uomo della pace”.
Beh non pensate male, dopotutto sono il presidente! In fondo l’ho visto solo dopo Mirko e Francesco, che sono i produttori; Gigi che è il maestro; Donata che è la cassiera; Francesco che è il figlio del maestro; Marta, la figlia del maestro: d’altra parte erano in casa e non potevano far finta di non vedere; dopo Giuliano, Lucia, Agnese, Elia, che abitano vicino al maestro; dopo Chiara che, credo, passasse da casa di Mirko. Se l’ha già visto anche la Anna Iuppa giuro che mi dimetto!
Scherzi a parte… Ho già scritto le sensazioni che ho maturato prima, durante e dopo la serata del 25 gennaio scorso nel mio post “La memoria e la pace” dove ho messo in luce la speranza che il nostro canto potesse in qualche modo essere seme di memoria, pace e speranza"
Ora, dopo aver ascoltato il dvd, devo dire che anche le sensazioni che ho avuto sui canti mentre li eseguivamo non sono state tradite. In particolare tre canti mi hanno meravigliato più degli altri.
Il Golico si è rivelato come vera e propria preghiera. La melodia struggente e le parole semplici e sincere ne fanno un’invocazione alla protezione materna: madri che pregano per i figli e Maria che ha già provato il dolore della perdita del figlio è già vicina a tutte quelle madri .
Joska la rossa. Tra tutti è forse stata la sorpresa più piacevole. E’ stato un po’ come innamorarsi di qualcuno che conosci da tanto tempo, che hai sempre avuto davanti e della cui bellezza non ti sei mai accorto. Il modo con cui De Marzi ha cercato di farcela interpretare è stato la scintilla. La ballata del “dai che cantemo” è diventata un vero e proprio racconto pieno di vita, memoria e nostalgia. Con il finale drammatico di una poetica inaudita.
Volano le bianche. In questo canto è stato fondamentale il suggerimento del maestro sul renderlo più scorrevole. Nell’intreccio tra il volo delle bianche proposto dal coro e le “strofe” eseguite dai soprani è presente la tragedia dell’eccidio degli Alpini sull’Ortigara chediventa speranza nel rifiorire silenzioso della montagna. Ascoltando la registrazione, in molti degli attacchi appare nitida (forse aiutata anche dalle astute sottolineature del pianoforte) la sensazione dei pennuti che si alzano in volo all’improvviso. Peccato che nelle ultime battute siamo di nuovo ricaduti nella tentazione di scandire le sillabe, quasi interrompendo lo spettacolare volo delle pernici.

martedì 2 febbraio 2010

emozioni

From: "Bepi De Marzi"
To: "Gigi Bertagna"
Sent: Tuesday, January 26, 2010 1:55 PM
Subject: caro
Mi è piaciuto stare con voi.
Le voci ben curate, la serietà e la serenità
L'impegno. L'originalità.
La convinzione.
Siete anche belli.
Ero vicino a tua nipote: di pochi sorrisi, bella e severa.
Rassicurante nella sua giovinezza impegnata.
Tu sei molto musicale. E disponibile alla discussione. Ai suggerimenti.
Spero di poter realizzare un programma insieme: Voi e Crodaioli.
Tua moglie ha un sorriso intelligente e innamorato.
Te lo ripeto: siete bellissimi.
Sono tornato con la felicità nel cuore.
Avevo un po' di timore all'inizio. Mi toglieva la libertà qualche
inattesa presenza intenzionale.
Ma ho superato tutto dopo il primo canto, guardando, senza farmi
capire, il modo di esprimersi
di Agnese.
Nonostante la mia esperienza, la mia sicurezza, la mia conoscenza, ho
bisogno spesso di queste
certezze che mi vengono (o che cerco volutamente) dalle persone dallo
sguardo sincero, trasparente.
Ho una settimana molto intensa da percorrere. Ma stare con voi mi ha
dato la forza per affrontarla.
Penso a tuo fratello, alla sua preoccupazione quotidiana.
Mi è piaciuto dare un bacetto a Elia.
Siete coraggiosi e saggi.
Vi ringrazio per l'amicizia e la fiducia.
Un abbraccio fraterno.
Tuo Bepi

giovedì 28 gennaio 2010

Sul Ponte di Perati

Visto che lunedì non l'abbiamo cantato lo canto qui:

Sul ponte di Perati
bandiera nera
è il lutto degli alpini
che va alla guerra

È il lutto degli Alpini
che va alla guerra
la meglio gioventù
che va sotto terra

Sui monti della Grecia
c'è la Voiussa
col sangue degli Alpini
s'è fatta rossa

Nell'ultimo vagone
c'è l'amor mio
col fazzoletto in mano
mi dà l'addio

Col fazzoletto in mano
mi salutava
e con la bocca i basi
la mi mandava

Quelli che son partiti
non son tornati
sui monti della Grecia
sono restati

Un coro di fantasmi
vien giù dai monti
l'è il coro degli Alpini
che sono morti

Gli Alpini fan la storia,
la storia vera
l'han scritta con il sangue
e la penna nera

Alpini della Julia,
in alto i cuori
sul ponte di Perati
c'è il tricolore!

mercoledì 27 gennaio 2010

La memoria e la pace (27 Gennaio, giorno della memoria)

La terra è di neve, di neve le case, gli alberi, l’acqua; neve le colline, neve gli uomini.
Uomini formica calpestano, barcollano, cadono, strisciano, irrigidiscono e infine stanno in quell’immensa bianchezza. Bestemmiano il Dio onnipotente e incomprensibile che li ha voluti uomini, non formiche.
Ogni cognome italiano ha lasciato le orme su quella neve. Siamo nati là e neanche ce lo ricordiamo.
Uomini cicala non hanno terra, calpestano catrame. Non hanno neve, ma una poltiglia calda quando tocca il suolo. Camminano, senza pesi, per gioco, leggeri.
Leggeri i pensieri. Pesanti i cuori. Bestemmiano il Dio sconosciuto, abbandonato.
Non hanno lo zaino in spalle, scarponi rotti ai piedi, non hanno fame. Non hanno tempo. Nemmeno per ricordare. E il tempo lo hanno già perso
Veniamo tutti da quella neve e lo abbiamo dimenticato.
Si levano note di dolore, preghiere di pace, grida di nostalgia. Il tempo non esiste più. E’ tornato indietro nel gennaio 1943 e pure siamo qui ora.
Agli uomini formica nella neve di Russia par di sentire voci dal cielo e per un momento, forse per l’eternità, ascoltano senza paura nella sera di stelle, cullati dal suono di voci di un tempo lontano.
Quella sera siamo stati brace della memoria, piccolo seme di pace, rimedio sicuro per l’anima.

martedì 26 gennaio 2010

Questa notte......

Stanotte De Marzi ci ha fatto volare, nel tempo e nella storia.
Ci ha ha portato sulla neve di Russia, puzzolente di guerra; ci ha portato nei boschi dell' altipiano a primavera; ci ha fatto conoscere gli urogalli; ci ha fatto sentire il sapore del vino rosso, che si assapora piano in una casa di legno; ci ha fatto sentire, con gli occhi, le pernici bianche che volano;
ci ha tormentato con gli odori dei lagher, ci ha fatto sentire le risate di una ragazza russa e l'urlo a denti stretti di quei ragazzi vestiti da soldati; ci ha fatto marciare nella neve carichi di freddo e di stanchezza; ci ha fatto camminare sulle foglie dei sentieri di montagna; ci ha fatto amare i desideri degli uomini e le loro miserie.
De Marzi ha frugato nei pensieri e nei ricordi di Mario Rigoni Stern, per raccontare a tutti; anche noi. E' la sua missione, indomita e libera, senza paure.
Noi coro, davanti al pubblico e pubblico stesso, ascoltiamo, cantiamo, ci emozioniamo e intanto diventiamo testimoni di un pezzetto di storia.....Così sconosciuta e così lontana dai nostri figli....
Ed il mio cuore è sempre più meravigliato!

Donata

venerdì 15 gennaio 2010

Mario Rigoni Stern

LUNEDI' 25 GENNAIO ALE ORE 21 PRESSO L'AUDITORIUM ANDREA CELESTI: CON IL CORO SANTA MARIA MADDALENA, BEPI DEMARZI CANTA RICORDA LEGGE E RACCONTA "MARIO RIGONI STERN UOMO DELLA PACE"

giovedì 31 dicembre 2009

Ricordi e speranze

Finisce il 2009, ed in questi giorni di quiete e di dolce far niente, i pensieri ed i ricordi si affollano nella mente e nel cuore.
Le sere di prove, con i momenti di sereno e le immancabili nubi, le domeniche, le Messe, le assenze e le presenze più o meno giustificate.
Il G8 delle Suore, la meditazione a Verona, ASSISI!!!, la rassegna, "NOTE DI LUCE", il concerto al centro sociale.
Canti nuovi, canti rispolverati, canti momentaneamente messi da parte, canti "Troppo difficili", oppure "Troppo facili".
Mi piace pensare che i ricordi, piacevoli o meno, possano essere il nutrimento per le speranze,
per gli impegni futuri, per ridare slancio a chi fatica, per far perseverare chi non molla mai, per aiutare tutti ad investire i propri talenti, in questa formidabile e meravigliosa esperienza che ci è dato di vivere.

BUON ANNO!!

mercoledì 23 dicembre 2009

Natale del Signore

Con qualche giorno di ritardo, commento il concerto al centro sociale.
Sorvoliamo sugli strafalcioni e la lungaggine del presentatore.
Effettivamente ha ragione chi dice che il programma era troppo lungo, infatti la prima stesura era un' ipotesi, ma poi l' ho trasmessa così com' era e non sono stato capace di togliere alcuni brani durante il concerto.
Perdonate il vostro vecchio maestro.
In ogni caso siamo andati abbastanza bene, anche se il maestro stava sbagliando la chiusura di
"San Matio" e l' ultimo ritornello della "Piccola canta di Natale".
Vi ringrazio sempre per la disponibilità e l' impegno che dimostrate e che metterete senz' altro anche nelle Messe della Vigilia e del giorno di Natale, proprio con lo spirito di mettere al servizio di tutti il grande dono che abbiamo ricevuto.
Buon Natale del Signore a tutti voi ed alle vostre famiglie.

mercoledì 16 dicembre 2009

Non è commentabile quello che Michele ha scritto!
E' un nettare rarissimo e corroborante da centellinare piano piano, un balsamo che cura e rinfresca.
Così come un balsamo è stato per me sentire e vedere "I MIEI CANTORI", gli attori ed i musicisti, portare il proprio contributo di capacità , preparazione, fantasia e Fede, poca o tanta che sia.
Credo che le molte persone che si sono congratulate, l' abbiano fatto col cuore, perchè lo sentivano e credo anche, che noi siamo un pò punto di riferimento per molti, siamo
donatori, forse inconsapevoli, di un dono più grande che abbiamo ricevuto e che non vogliamo nascondere o tenere per noi.
Tutto questo aumenta la nostra responsabilità e ci impegna di più.
Ma fa crescere anche la speranza.

lunedì 14 dicembre 2009

La luce di Maria

Maria così dolce, così mamma. Umana e perfetta allo stesso tempo, tutta proiettata verso il suo figlio, il suo Dio. Lei è proprio come la immaginavo. Ma Giuseppe così incazzato proprio non lo avevo mai visto. Nel mio presepio ha sempre quell'espressione un po' insulsa, come di uno che è lì per caso. Ma oggi era proprio al posto giusto. Giuseppe così umano. Non ha proprio nulla di perfetto. Tutto ciò che può vedere lo ha già lì davanti. L'unica cosa che può fare è urlare rabbia e disperazione per ciò che non comprende.
Mentre canto Maria e suo figlio mi specchio in questo Giuseppe. E nel mio canto c'è speranza ma anche disperazione, lode ma anche supplica, amore fedele ma anche tentazione, durezza ma anche fragilità , gioia ma anche smarrimento.
E vorrei esplodere, come Giuseppe in faccia a Maria, per questo turbine di contraddizioni.
Ma lei è così bella, così luminosa che preferisco guardarla in silenzio.
Guardarle gli occhi neri profondi, rossi di lacrime che scendono senza un perché; mentre le labbra si appoggiano leggere su un flauto e le dita vibrano le corde di un'arpa; quando insegna il Natale sotto un velo grigio e mentre intona il dan di una campana; quando parla di un fidanzato lontano e gli occhi di cielo scintillano senza saperlo; quando mi osserva dai banchi della chiesa ed è lì apposta per me e pure negli affanni dei giorni è lì per il suo uomo, per suo figlio, per un nipote; seduti a un tavolo commentando i canti e accompagnandola all'uscita discutendo di adempimenti fiscali tra le colonne di un chiostro.
Non posso capire, non devo comprendere. Contemplare il mistero e offrirgli le mie contraddizioni.
E' tutto quello che mi rimane.

domenica 29 novembre 2009

A rivederci

Tre volte gli ho stretto la mano. Ricordo quando poche domeniche fa ha cantato "il Signore protegge lo straniero", mi sono commosso. Forse il coro è stato ciò di cui Dio si è servito per proteggerlo. Di sicuro il coro ha avuto molto da questo incontro. All'inizio in un momento in cui il nostro settore era composto solo da me se mancava Marco, è arrivato a sostenere lo sgabello, a rinvigorire le voci, a insegnarci che abbiamo sempre quacosa da imparare. Poi via via punto di riferimento costante e appiglio sicuro. E sono passati anni. Più di quanti ricordassi. Tre volte gli ho stretto la mano e gli ho detto "torna a trovarci quando passi di qua". Mi mancherà.

domenica 15 novembre 2009

Meditazione musicale

Domenica 13 dicembre alle ore 16, nella Chiesa abbaziale di Maguzzano si terrà la meditazione musicale sul mistero del Santo Natale dal titolo NOTE DI LUCE, organizzata dal CORO SANTA MARIA MADDALENA, in collaborazione con Suor Grazia Papola.
Canti eseguiti dal CORO SANTA MARIA MADDALENA.
Ai flauti: Milena Rigato, Francesco Bertagna e Monica Raissoni. All' arpa, Elena Bittasi.

domenica 8 novembre 2009

Spiedo... finalmente!

L'ultimo saluto poi su per via asilo. L'angolo con Vicolo Signori. Che spettacolo queste case. Il portone è mezzo aperto. Sbircio in questa anziana corte bagnata. Deve essere così da sempre. Chissà quanti cantori ha visto salire e scendere per via Annunciata! Silenzio e penombra. Due ragazzini abbracciati si baciano scherzando. Incrociano il mio cammino e si affrettano verso la piazza dell'anitra. Chissà cosa pensano di un uomo incappottato con una cartella nera sotto il braccio. Indugio sulla via per non disturbare il loro momento. Silenzio. Inspiegabilmente solo con il plinplinnare di questa ineffabile pioggerellina di novembre, mi lascio bagnare la testa, gli occhi, le mani, persino la cartella. Ma la giro di schiena così che non si bagnino i canti. Nello specchio della fontana e sul porfido da poco rinnovato il plin plin leggero diventa sinfonia di gocce. In un angolo della piazza vedo un bambino vestito da indiano con il viso bagnato di lacrime in un carnevale di trent'anni prima. E la pioggia fine sa di sale quando mi arriva alle labbra. E intanto penso e ripenso a come sia tecnicamente possibile sbagliare un canto in un punto mai sbagliato alle prove. E scoprirlo un minuto prima di salire sull'altare. E perseverare nell'errore. No. Non siamo stati tecnicamente impeccabili. Ma in fondo è stato bello. Forse meglio di altre volte. Bello come il perdersi alla seconda battuta, continuare a cantare e cercare di capire, provare a ritrovarsi con i gesti e gli sguardi, alla fine riuscirci e tirare un sospiro di sollievo. Bello come il sindaco che ci ha dato dodici anni di meno. Bello come la giovialità del coro di Tignale. Bello come l'improbabile maestro del coro di Castiglione. Bello come lo stare insieme fino a notte cantando a squarciagola melodie di un altro tempo. Bello come questo spiedo che ora ho davanti. Finalmente spiedo, dorato, croccante ma morbido, giustamente salato, profumato di vite ed olivo, abbondante allo sfinimento. Bello come le facce che ho intorno: di chi si sforza di sembrare quello che non è , di chi vuole bene agli amici e ha il suo modo per dirlo. Bello come chi è innamorato e come chi lo vorrebbe essere. Bello come chi piange sotto le armonie di un canto e come chi si commuove per un amico che parte. Bello come chi è appena arrivato e come chi ritorna dopo un po' di riposo. Bello come questi canti alpini che si rimandano da un angolo all'altro della sala. Bello come il maestro che prova a vedere come sarà dirigere un coro di ottantenni. Bello come questa pioggia di Novembre che ancora non mi abbandona e che sulla punta del Pizzocolo è già candida neve.

XV rassegna di canto corale

Archiviamo con soddisfazione la XV rassegna di canto corale, grazie di cuore a chi si è impegnato per organizzarla e grazie a tutti i cantori per l' impegno nel canto. Peccato per gli ammalati, ma possiamo dire di aver cantato anche per loro.
Penso che il pubblico ed i cori partecipanti, abbiano gradito ed apprezzato.
Da giovedì si comincia a preparare la meditazione musicale del 13 dicembre e tutte le altre scadenze.
La raccomandazione è sempre la stessa: "Presenza alle prove"!

domenica 1 novembre 2009

Ricordo di Ettore

Oggi è morto Ettore Fantoni.
Ettore è stato maestro della "Schola cantorum" del Duomo di Desenzano, fino all' inizio degli anni '60, quando, lasciato il sevizio in Duomo, fondò il "Coro azzurro benacense".Un coro maschile, che ebbe il pregio di recuperare molti canti popolari, anche della nostra zona, riscuotendo notevole successo.
Con l' istituzione della Parrocchia di S. Giuseppe lavoratore, Ettore venne chiamato ad occuparsi del canto liturgico nella nuova parrocchia, nacque così, con l'innesto di voci femminili sull' ossatura del Coro azzurro benacense, la "Corale San Giovanni", che Ettore ha diretto fino all' inizio del 2008, quando ha lasciato per motivi di salute.
Anch' io da ragazzo sono stato allievo di Ettore, conservo di lui il ricordo di una persona che badava molto al sodo, forse burbera all' apparenza, ma che curava oltre al canto il modo di stare insieme nel coro.
Quando cominciai la mia esperienza di direttore, si dimostrò molto attento al mio nuovo cammino, dandomi consigli ed anche rimproverandomi, e da questo capivo che gli stava a cuore ciò che avevo intrapreso.
Per noi, che restiamo a vivere l'esperienza del canto corale, il continuare secondo la sua testimonianza, sia riconoscenza, ricordo ed affetto nella sua memoria.

domenica 27 settembre 2009

XV rassegna di canto corale

Sabato 7 novembre, in Duomo, si terrà la quindicesima rassegna di canto corale.
Partecipano:

Il " CORO MONTE CASTELLO"
Di Tignale, diretto dal M° Enrico Spagnoli

La "CORALE DELLA BASILICA DI SAN SEBASTIANO"
di Castiglione dell Stiviere
diretta dal M° Stefano Cerutti

e... il "CORO SANTA MARIA MADDALENA"

Pubbliciziamo adeguatamente questa importante iniziativa

venerdì 11 settembre 2009

Photo Gallery ovvero la caduta del New President

Eccole finalmente. Alcune delle millanta immagini che abbiamo scattato ad Assisi rimarranno esposte in sede per qualche settimana. The New President, Franz il vecchio, Beppe il monello e la silenziosa Marta abbiamo perso qualche ora di sonno, ci siamo fatti qualche grassa risata e abbiamo scelto tra migliaia di immagini quelle che i sembravano più adatte a richiamare i ricordi. Grazie poi all'infaticabile Donata (come pianta lei i chiodi non li pianta nessuno!) abbiamo stesso le foto alle pareti della sede (l'idea delle mollettine è stupenda e chi pensa il contrario dovrà vedersela con me!). Dulcis in fundo ho persino ritoccato la foto di gruppo, quella fatta davanti alla basilica aggiungendo i cantori mancanti, con il maestro in stile porcellana da lapide perchè non ci stava in nessun buco. Bella e perchè no, anche divertente. Tutto a posto. Tutto perfetto. O quasi... Ore 22.00 circa. Una frase mi gela il sangue: <<>>. Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo mi sono dimenticato di mettere il Coghi. Lui. Il Presidente. Il corista perfetto. La pietra miliare. Il compagno di settore di tanti anni. Potevo dimenticare la Betti o la Monica (tanto lei non ci vuole mai stare nelle foto!), un Francesco o l'Altro, ma il Coghi no! Adesso devo correre ai ripari. Trovare un modo. Credo che lo aggiungerò, ristamperò la foto e gli dirò che non aveva visto bene. Che ne dite?

mercoledì 2 settembre 2009

Prove di canto

Ricordo a tutti che le prove di canto sono già riprese.
Appuntamento qundi giovedì alle 20,45.
Ricordatelo a tutti e portate nuovi coristi.
Ciao a tutti.
Gigi

mercoledì 12 agosto 2009

Terra Santa

Dopo alcuni giorni dal rientro, il ricordo del pellegrinaggio in Terra Santa è ancora confuso tra emozione e nostalgia. Un pensiero continua però ad affacciarsi ed allora provo a vestirlo di parole. Camminare in quei luoghi, pensare, pregare e cantare dove la storia della salvezza ha preso forma, dove sono avvenute cose e prodigi a cui diamo voce con il canto. Questo è il pensiero continuo. Perchè cantare Ave Maria sul luogo dell' annunciazione, Apparve Grande Luce nella grotta della natività o Dolce Signore lungo la via dolorosa, è un' esperienza che auguro a tutti di provare.
Gigi

martedì 7 luglio 2009

Scherzi d'estate

… chi da metà Giugno iniziano le feste in spiaggia e sono sempre di Giovedì, chi ha gli esami e speriamo che vadano bene, chi lavora per studiare e chi studia per lavorare, chi durante l'estate si possono approfondire i canti profani (e quando mai?), chi quando provano gli altri settori va a far baldoria al Moniga, chi il primo giovedì di Luglio si va in piscina a fare le prove (prove?), chi il primo giovedì di Luglio è già maggiorenne (anche se non si direbbe :-)), chi si presenta a cantare a San felice superabbronzato, chi si presenta a cantare a San Felice con i tacchi a spillo (wow!), chi non ha ancora notato che al rinfresco a San Felice sulla macchina del caffè c'è sempre scritto “guasta”, chi dopo la messa a San Felice chiede ancora dove si va a mangiare la pizza, chi organizza la pizzata ai Tre Santi, chi non viene a cantare e ci raggiunge ai Tre Santi, chi fa politologia, teologia ed ecclesiologia ai Tre Santi, chi non si vede più fino a tre prove prima della rassegna, chi aspetta la festa di S.M.Maddalena per andare in vacanza, chi in vacanza c'è già andato, chi ci sta in questo momento (ah no è lì per studiare) e torna il 18 (speriamo), chi magari l'ultima settimana di Agosto inizierà a cantare nel coro. Poi arriverà Settembre e saranno finiti questi scherzi d'estate...

domenica 28 giugno 2009

Promemoria

Le prove di giovedì 2 luglio si terranno nella piscina di Paola.
Grazie Paola per l' invito!
Domenica 5 luglio, Santa Messa in Duomo alle 11,30 ed al santuario di San Felice alle ore 18.
Buona settimana a tutti.
Gigi

sabato 20 giugno 2009

Improvviso

L'ombra che viene azzurra le colline... Colline di oggi gialle di grano maturo, solcate da rughe grigie, rombanti di motori, chiassose di voci dei turisti della domenica; colline di ieri urlanti del dolore dei feriti, roboanti di scoppi di cannoni, solcate da infinite file di divise militari, rosse di sangue.
Chi spegne il giorno conosce i nostri sogni... In quel 24 Giugno di 150 anni fa di giorni se ne sono spenti tanti. Ogni giorno con i suoi sogni. Sogni grandi, ideali di una patria finalmente unita e libera, coltivati nelle università e nei salotti nobili; sogni quotidiani, riflessi nel volto di una donna al lavatoio in trepida attesa, di bambini scalzi e malnutriti che corrono giocosi nei campi. Sogni interrotti in un giorno, da prima dell'alba al tramonto quando l'ombra della sera rende i colori un tutt'uno di azzurro. Impossibile distinguere il nemico dall'amico, i morti dai vivi. E allora è pace, per forza.
Sarà che da settimane sono in piena estasi risorgimentale, ma ieri, durante l'attacco di questo capolavoro di de Marzi, mi ha colto un pensiero improvviso: domani proprio lì, sotto quelle colline, il canto può assumere un significato non previsto. Un momento di preghiera e ricordo riconoscente per ognuno di quei sogni infranti, lontano dalla retorica e dalle urla delle manifestazioni ufficiali. Cantare nel coro riserva anche di queste sorprese. Un'occasione inaspettata. Un' emozione improvvisa.

giovedì 18 giugno 2009

Da Assisi

----- Original Message -----
From: Cappella Musicale S. Francesco
To: Gigi Bertagna
Sent: Monday, May 04, 2009 6:39 PM
Subject: Grazie da Assisi
Assisi, 4 maggio 2009

Gen.le
Maestro Gigi Bertagna,
proprio stamane ho incontrato don Giuseppe Biselli, il quale raccontandomi del brillante concerto del suo coro in San Rufino, ha confermato l' ottima impressone che ho avuto sentendovi cantare "Locus Iste" durante la Messa. Mi dispiace non averla potuta salutare e sentire gli altri canti.
Padre Marcello mi ha anche detto della scelta appropriata dei canti dal punto di vista liturgico.
Mi dispiace che non abbiate potuto cantare l'atto penitenziale, ma c'è stata qualche incomprensione con il celebrante.
Ai miei complimenti per le ottime voci e per l' impasto corale, si unisce don Giuseppe che vi saluta e vi ringrazia per aver tenuto il concerto in San Rufino.
Grazie anche per i graditi omaggi.
Vi auguro pace e bene ed un lungo e radioso futuro corale.
Fraternamente:
P. Giuseppe Magrino




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sabato 6 giugno 2009

Via Lucis 2009

Suor Angela ha saputo descrivere, da par suo, i sentimenti e l' emozione di sabato scorso.
Davvero dobbiamo essere grati al Signore per aver messo sul nostro cammino lei e tutta la comunità del Mericianum, per noi conforto e punto di riferimento.
È diventata ormai una tradizione la «Via Lucis» della vigilia di Pentecoste. Da oltre 20 anni, nella nostra vicaria, viene proposta questa iniziativa di preghiera, preparata attorno ad una tematica che aiuti a dire l’indicibile presenza dello Spirito Santo e la sua opera nella Chiesa e nel mondo. Quest’anno ci siamo lasciati aiutare dal libro biblico di Rut, per scoprire l’irrompere di Dio nella storia, nella vita di questa coraggiosa giovane donna, come nelle nostre vite, per comprendere quali processi di trasformazione operi l’apertura allo Spirito.
Parte integrante della preghiera è il camminare. Con la luce dei flambeaux, idealmente accesi al cero pasquale, in un suggestivo paesaggio, si affronta la notte vegliando, pregando attraverso l’ascolto, la danza, la drammatizzazione, il canto. Il cammino è chiaramente una metafora della vita e il cantare la fede sostiene la fatica, ravviva la speranza esalta la fraternità.
Forse davvero non c’è modo migliore di attendere la venuta dello Spirito che invocarlo insieme, vivendo il tempo della vigilia come un paradigma dell’attesa di tutta l’umanità che geme e soffre,
spera e sogna, sentimenti che solo il canto è in grado di esprimere veramente.



sr. Angela

martedì 12 maggio 2009

Assisi un ricordo colorato

E' passata solo una settimana dal soggiorno ad Assisi (già una settimana?) e sono grata al presidente di aver rotto il ghiaccio in proposito. A me è capitato di non riuscire a mettere in fila i pensieri. L'emozione, la contentezza, la soddisfazione... la "perfetta letizia" sono prepotenti e quando le parole arrivavano alla bocca si trasformavano solo in sorriso. Incontro persone per strada che con me hanno condiviso il viaggio, non dicono nulla e sorridono; vengono a trovarmi in bottega, non dicono nulla e sorridono, per telefono sorridono...Quando i ricordi si trasformano in sorriso vuol dire che è stato bello. Quanto non si riesce a dire.Un'esperienza così,è un dono, che ad un certo punto della vita ti viene concesso(chissà forse l'insistenza non è sempre deprecabile!) Ed è nutrimento per lo spirito e per l'anima, che fa crescere e ci rende sempre più consapevoli della ragione per cui siamo stati creati : rendere grazie al Signore non solo per le meraviglie che lui stesso ci prepara e che noi con infinita inconsapevolezza facciamo nostre, ma per la capacità di accorgerci che ciò che capita ha sempre un motivo più grande di ciò che siamo. Rendersi conto di questo è il dono più bello! Godiamocelo! Così facendo non sprechiamo nulla ... nemmeno l'errore madornale e vergognoso che mi è toccato in sorte con l' Alleluia. Ci vuole tempo e brucia parecchio ma ne intravedo il "dono"... è servito a riportarmi con i piedi per terra . Fragilità umana, presunzione, convinzione di essere arrivati sono sempre lì, dietro l'angolo. Ma noi siamo sempre in viaggio.. e intanto che preparo di nuovo le mie valige, chiedo umilmente scusa al coro intero. Donata

mercoledì 6 maggio 2009

PIETRE ANGOLARI

Le mani fredde, piccoli brividi che fanno irrigidire i muscoli, la voce che stenta a uscire; gente, a fiumi che si riversa in ogni lato, davanti, a destra, a sinistra, dietro; cordoni penzolanti attorno a vite di frati concitati; suore a L; colori, tantissimi colori che entrano negli occhi, ma non riescono ad starci tutti, sono troppi, e troppo grandi per noi: piccolo coro di provincia. Ma nel piccolo coro di provincia pulsa un grande cuore. E' quel cuore che tante volte ha sognato di essere lì. E' quel cuore che dopo tanti rinvii ha lavorato duramente su quella meta. Lo stesso cuore che ha patito le tensioni e le pressioni nel lungo viaggio dall'organizzazione all'evento. Ma questo cuore è custodito da un tiburio. La cupola è sorretta da solide colonne. Le colonne sono fatte di pietra. Pietra semplice, un po' indurita dalle fatiche di anni, ma sempre lì a reggere la cupola affinché il cuore non si stanchi troppo. A volte le pietre si bagnano, di sudore per la fatica di sorreggere o per le lacrime di un'emozione troppo grande. Ma questa umidità non le danneggia, anzi impasta la polvere che si deposita tra pietra e pietra e la cementa. Il cuore cresce, cambia, ora rallenta poi accelera e le pietre sono lì a scandirne il tempo. E il piccolo coro di provincia in quell'infinito di storia, arte e santità vacilla per un attimo. Anche le pietre tremano, ma restano salde. E poco a poco escono armonie ad unire tutte le genti di tutti i popoli nella lode del Signore. Un ultimo applauso; una pioggia di gioia bagna le pietre. Ma le pietre non cedono. Sono pietre angolari.

mercoledì 29 aprile 2009

ASSISI

Alla vigilia della partenza, un pensiero.
In mezzo agli ultimi preparativi, agli aggiustamenti degli organizzatori (complimenti per l' impegno), all' attesa della partenza, noto con gioia che piano piano si fa strada la conspevolezza che stiamo partendo per un' esperienza speciale. Lo si è visto alla prova di lunedì, dove alla fine quasi tutti sono riusciti a partecipare, lo colgo dalle telefonate di questi giorni per le ultime richieste di ragguagli. Ci accompagni questo spirito di gruppo e di fraternità, con gli auguri e l'affetto che molti ci hanno manifestato e ci guidi San Francesco con l'esortazione alla ricerca della "Perfetta letizia".

domenica 19 aprile 2009

E' andata

Poteva andar meglio, ma poteva anche andare peggio.
Prendiamoci il buono e cerchiamo di individuare bene e superare le difficoltà.
Intanto complimenti per aver tenuto fino alla fine e per la scelta dei testi letti.
Ero inzialmente scettico, ma poi mi hanno affascinato, anche per merito dei lettori.
Appuntamento a giovedì. Ciao a tutti, Gigi.

martedì 14 aprile 2009

Complimenti a tutti per l' impegno che avete dimostrato durante le celebrazioni della Settimana Santa. Grazie per avermi dato la possibilità di vivere così pienamente quei momenti.

sabato 4 aprile 2009

Inizia la settimana più importante ed impegnativa per il nostro coro!
Impegno, puntualità, partiture, spirito di sevizio ci accompagnino!
Buona Pasqua a voi ed alle vostre famiglie.
Gigi

domenica 22 marzo 2009

Rifiorire

E' da quasi due mesi che non scrivo sul blog. E' come ritornare a casa dopo una lunga e sofferta assenza. Per questo ora sono un po' indecisa su cosa scrivervi.
Ho una montagna di cose da dire.
Forse non dirò nulla, per non rinnovare ciò che si prova nei momenti bui.
Forse perchè preferisco pensare a me stessa come a una delle piante del mio giardino, che fino a poco fa erano nude e sferzate dal vento e ora, malgrado il freddo, malgrado tutto, stanno fiorendo.
Non è facile rifiorire: il gelo a volte ritorna e sembra più crudo di prima, ma la luce avanza.
Una luce che è data dall'amore e dalla comprensione di chi ti sta vicino, anche senza fartene parola.

Grazie a tutti i miei "portatori di luce"

Elena

*

martedì 10 marzo 2009

ASSISI

Finalmente è ufficiale.
Il coro Santa Maria Maddalena, terrà un concerto nella
Cattedrale di San Rufino ad Assisi, la sera di sabato 2 maggio e
domenica 3 maggio accompagnerà la Santa messa solenne
delle ore 12 nella Basilica superiore di San Francesco.
Se uniamo queste formidabili esperienze al "Canto della Madre"
di sabato 18 aprile a Verona, alla Quaresima, la Settimana Santa
e la festa di Pasqua, nessuno dovrebbe mancare alle prove e
tutti dovrebbero dare il massimo in entusiasmo ed impegno.

domenica 1 febbraio 2009

Preparativi

Gennaio e febbraio, apparentemente poco importanti, segnano il percorso del coro fino all' estate.
E' così ogni anno.
Il ripasso dei canti per la Quaresima e Pasqua, e l' apprendimento di qualcosa di nuovo, devono tenerci nella giusta tensione per non mancare alle prove.
Quest' anno, dopo tre o quattro rinvii, andremo finalmente ad Assisi. I consiglieri sono già in piena attività per offrire come sempre un' organizzazione impeccabile, al coro ed agli amici che condivideranno con noi questa importante esperienza.
A differenza delle due uscite per i gemellaggi, non abbiamo stavolta l' obbligo di cantare, ma almeno l'animazione della Messa, dovrebbe essere un punto fermo per la gita di un coro liturgico.
Se poi si riesce a tenere anche un concerto, tanto meglio.
Naturalmente, la scelta dei canti sarà proporzionata alle presenze ed all' equilibrio dei settori.
Dopo la Messa di stamattina, ho notato un desiderio di adoperarsi da parte di molti, magari trovando soluzioni alternative per ovviare a problemi vari che possono mettere in forse la presenza di alcuni coristi.
BENE!
Tutto questo mi fa ben sperare e penso che riusciremo a vivere ancora una volta una bella esperienza.
Ci vediamo giovedì.
Buoni preparativi a tutti.

domenica 11 gennaio 2009

Buoni Propositi...

Sono stata “assente” dal coro per più di un mese prima di Natale a causa della mia brutta influenza (se così si può chiamare!), non ho quindi partecipato alle prove del giovedi e non ho cantato alla S. messa ( anche se comunque vi ho partecipato) e devo dire che mi è mancato molto…

Ma, come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere e stando al di fuori del coro ho potuto osservare e cogliere tante cose, tante sfumature che logicamente non avrei colto se avessi cantato.

Mi unisco quindi al pensiero del nostro maestro in merito al concerto tenuto al centro sociale: ero tra coloro che ascoltavano e posso confermare, sentendo anche i commenti delle persone che erano dietro e davanti a me, che il concerto è stato davvero apprezzato. Al di là della preparazione tecnica, degli eventuali sbagli, delle corse fatte da chi è arrivato all’”ultimo momento”, il coro è riuscito a far affiorare, e quindi a trasmettere, l’anima racchiusa in ogni singolo brano (in particolare ricordo quelli “ad effetto” di De Marzi).

Ma insieme a tutte queste cose aimè, essendo spettatrice esterna, ho potuto cogliere quelle che si, sono pur sempre sfumature, ma che purtroppo saltano all’occhio anche di una persona poco attenta ai particolari. Sto parlando di un argomento un po’ “fastidioso” per noi donne: la divisa.

Di fronte a quella -direi impeccabile- degli uomini, la divisa delle donne non lo era altrettanto. Sono convinta anch’io che una delle priorità di un coro sia il cantare bene e non certo quello di fare una sfilata di moda, ma un minino di “ordine e decenza estetica” ci vuole. In fondo la divisa è parte del coro e contribuisce, anche se solo in minima parte, al suo decoro. Soprattutto di un coro come il nostro che canta canti sacri e si esibisce in Chiese. Non sto parlando di mettere le calze o meno, di indossare il maglioncino rosso o blu o di tenere solo la camicia bianca (che comunque volendo essere pignoli, come lo sono in effetti io, ci sarebbe da dire anche su questo), ma sto parlando di gonne troppo “corte” o di spacchi un po’ troppo alti.

Queste son tutte cose che purtroppo saltano all’occhio di una persona quando vede un coro dirigersi verso la propria postazione, ancor prima che esso inizi a cantare. Insomma, io trovo che la nostra divisa sia molto carina, classica ed elegante, ma bisorrebbe decisamente dare una sistematina alle gonne delle donne!

Un’altra cosa, invece che saltare all’occhio, giunge alle orecchie… e non è necessario essere esterni al coro per poterlo notare: si sta parlando del brusio provocato dai cantori che costantemente, ogni domenica alla S. Messa, disturba chi vuol seguire le letture e l’omelia e disturba perfino la gente nei primi banchi che vorrebbe partecipare appieno alla S. Messa. Penso che si dovrebbe lasciar spazio a vari ed eventuali commenti al di fuori di una Chiesa e di una celebrazione liturgica.

Con ciò spero che le mie siano accettate come piccole critiche costruttive da prendere così, in tutta tranquillità e serenità.

Faccio a tutti i coristi i miei più sinceri auguri. Che possiate passare iniziare l’anno nuovo con tanti buoni propositi!

Auguri a tutti! Nausicàa


mercoledì 7 gennaio 2009

Il presepio del Duomo

Fabbriceri stanchi ma sapienti, anche quest’ anno hanno preparato il presepio. Stanchi a buon diritto dopo 35! e giustamente sapienti perché riescono a trovare, oltre la fatica “gusto” e “sapore” nel lavoro che fanno.Ogni anno per loro la chiamata non è tanto diversa da quella di Saulo, ma ben sanno che ciò che li aspetta non è un lavoro comune. Devono “costruire” il presepio. Una via di mezzo tra sacro e profano, una congiunzione tra il prima e il dopo, tra l’Antico e il Nuovo Testamento tra la promessa e la salvezza…Sanno bene che sarebbe una responsabilità troppo grande decidere di non farlo più. E di non farlo più così: un’opera d’arte, un equilibrio delicato di proporzioni e colori, una sapiente suddivisione di spazi e ambienti, di pieni e vuoti, una ricerca raffinata di azioni appena suggerite, di particolari curati, di scorci così geniali, di luci ed ombre, di giorno e di notte…E poi le statue… così al posto giusto, né troppo grandi né troppo piccole che discretamente suggeriscono una presenza.

Mi piace “entrare” in questo presepio. Mi piace il silenzio un po’ misterioso che mi avvolge. Le voci di chi guarda sono ovattate, nessuno vuole disturbare il bambino. Sento solo l’acqua della fontana e sento la fiamma silenziosa delle lanterne… Cammino “dentro” e vedo i pastori che stanno arrivando, sono loro che chiamano. Alla fine il mistero è anche questo; i pastori . Raccontano senza parlare che loro c’erano quella notte e si sono mossi. “Certo che ero stanco morto” mi dice quello con la pecora “Tutto il giorno a correre dietro alle pecore! Avevo anche freddo, ma ho infilato i sandali e sono andato là dove mi avevano indicato. E là ho trovato un bambino, non ci credevo; mi hanno detto che era il figlio di Dio! Poi mi hanno anche detto “RACCONTALO, FALLO SAPERE” e così mi sono dato da fare, era una bella notizia da raccontare, però io sono solo un pastore….”

Grazie a Giuseppe, Lino, Maurizio e Matteo, Gianni, Enzo e Matteo e Angiolino, inconsapevoli pastori.
Donata Bernardis

lunedì 5 gennaio 2009

G 8 Suore Orsoline

Il titolo si adegua alla simpatica definizione che qualcuno ha dato del capitolo delle Suore Orsoline.
Come dice Elena, dal Mericianum si torna sempre con la pace nel cuore e con la serenità che dona la certezza di essere attesi ed accolti.
Alle prove di giovedì parleremo di cose tecniche, errori o canti ben riusciti, adesso vorrei solo dire la gioia che ho provato ieri sera.
Ha ragione Marco, quando dice che avevo promesso di togliere dei canti, invece ne ho aggiunti!
Che volete farci, ieri sera ero troppo contento di esserci e non me la sono sentita di togliere canti.
Rivedere persone, con le quali ho condiviso parte del mio impegno in parrocchia, essere a cantare per loro con il mio coro e vedere gli occhi luciccanti delle suore alla fine della serata mi ha molto emozionato.
Riporto due commenti che mi sono stati riferiti ieri sera.
Il primo è di Madre Angela:"Con le vostre preghiere cantate, avete nutrito il nostro spirito e le vostre voci ci hanno aiutato ad andare oltre i piccoli problemi sorti in tre giorni di riflessioni."
Il secondo è di Franco Masseroni:"Grazie per avermi dato la gioia di essere tra amici ad ascoltare il racconto del Natale, che ha riempito di gioia il mio cuore."
Come dicevo, autocritiche e commenti positivi, troveranno posto alle prossime prove, intanto prendiamo queste due perle e teniamole come viatico per questo nuovo anno.
Grazie a tutti i cantori per la presenza e l' impegno e grazie a Donata, Elena e Francesco per la bella sorpresa, con l' auspicio che ve ne siano ancora, anche da parte di altri coristi.
Gigi

mercoledì 31 dicembre 2008

Canzoni?????? di Natale e Buon Anno

Dopo il bellissimo post di Michele, autentico viatico per il nuovo anno, è difficile non essere banali.
Troppi pensieri però mi turbinano nella mente, nascono dalla condivisione delle celebrazioni liturgiche con i coristi, dalla giusta paura di fronte ad un nuovo canto, dalla soddisfazione di averlo eseguito con dignità, dalla serenità di momenti trascorsi con famigliari ed amici accanto al caminetto.
Perchè il titolo canzoni?
Troppe persone in questi giorni mi hanno chiesto perchè non abbiamo cantato delle "Belle canzoni natalizie", come quelle che si sentono in televisione.
Ho impiegato un pò di tempo a capire, ma quando ho capito mi sono preoccupato e nello stesso tempo ho gioito.
Preoccupato perchè troppi ormai hanno assimilato l'idea di Natale a quella proposta dalla pubblicità o dai mezzi di comunicazione in genere, per cui diventano "canzoni natalizie" improbabili adattamenti di canti Spirituals, musichette che accompagnano la pubblicità dei panettoni o della coca-cola, la canzoncina dei sette nani, oppure il "dies irae", che i nostri amministratori, attraverso la presentazione della signora Biasiolo, pretendevano ci introducesse alla festa del Natale.
Preoccupato perchè le stesse persone che hanno rincorso le "manifestazioni natalizie" più consumistiche e volgari, dal finto pianoforte con la ballerina, ai gospel in piazza alle eplosioni circensi (?), non hanno colto il senso e l'origine dei canti che in questo tempo di Natale abbiamo proposto col coro.
Evidentemente costoro non sanno, oppure hanno dimenticato, che le carole Natalizie, i corali, gli inni ed i canti della tradizione popolare, (quindi forse la più ricca di fede autentica) rappresentano il tesoro musicale del Natale Cristiano.
E qui ho cominciato a gioire.
Ho ringraziato il Signore per avermi fatto incontrare il mio coro, fatto di persone con le quali cantare ancora la solenne semplicità del Natale, con cui emozionarmi mentre cantiamo le melodie facili o impegnative che ci avvicinano al Mistero, con cui gioire mentre condividiamo il canto con gli anziani o con gli ospiti della "casa alloggio" o con i fedeli durante la Messa.
Da tutto questo nasce il mio augurio per il nuovo anno: " Che il Signore ci aiuti a coltivare e custodire la bellezza per poterla donare agli altri attraverso il nostro canto".
In questi giorni ho letto "Il pane di ieri" di Enzo Bianchi, mi ha dato molto conforto e mi permetto di suggeriverlo, specialmente per quanto scritto alle pagine 84 e 85.
Con tutto questo nel cuore, auguro a tutti BUON ANNO!
Gigi

mercoledì 24 dicembre 2008

Cantori della Pace

Il Natale che arriva porta con sé tante parole. Parole di poesie, di quando eravamo bambini e ce le facevano recitare davanti ai parenti; parole di telegiornali che ci istruiscono su quanti soldi dovremmo spendere per i regali o di quale sia la migliore crema per riempire il pandoro; parole di auguri più o meno sinceri; parole di canti che evocano diversi Natali della nostra esistenza.
La novità di quest'anno è che vi dovete sorbire anche le parole del New President, che vogliono esprimere tutta la soddisfazione e l'entusiasmo per l'anno appena trascorso. Parole anche da tenere con sé per l'anno che verrà, per il significato che danno a quello che ognuno di noi, come cantore, può fare con il canto.
A dire il vero queste parole non sono proprio mie, ma cosa siamo noi se non il pensiero di Dio plasmato da esperienze, incontri e relazioni?
Queste parole di don Tonino Bello sono state scritte in realtà per i giovani coristi della sua diocesi, ma mi sembra che possano andare bene per tutti noi del coro S. Maria Maddalena.
“ Vorrei aiutarvi a scegliere la vita ...sempre. E scegliere per la vita significa amare la bellezza Perchè questo mondo che sta diventando così turpe, così osceno, sarà la bellezza a salvarlo. Ho ascoltato il vostro concerto... Voglio dirvi la mia ammirazione per la dolcezza del vostro canto, per la bellezza di ciò che avete espresso attraverso la musica e le poesie. Insieme ci siamo immersi in un mondo di bellezza, ma – ve lo devo dire, e vi dirò anche parole di speranza – ho ascoltato tutto con una profonda tristezza nel cuore. Pensavo: speriamo che questi ragazzi un giorno non appendano i loro flauti ad un chiodo della loro stanza in mezzo ai ricordi della loro adolescenza... Io sono contento che voi coltiviate anche la musica, l'arte. Perchè è la bellezza che salverà il mondo. Non saranno le armi, non sarà la nostra saggezza, non sarà la nostra forza. La bellezza, sì .
Amate la bellezza! Coltivate la vostra bellezza! Curate la vostra persona; curate la dolcezza del vostro sguardo e perfino la stretta di mano abbia uno spessore di tenerezza.
E' la bellezza che salverà il mondo.
Vi ricordate!... per fare il tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l'albero, per fare l'albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole un fiore; per fare il tavolo ci vuole un fiore.
Per fare un tavolo durissimo, il tavolo sanguigno della vita di tutti i giorni, il tavolo, il simbolo delle cose materiali, della vita cui andate incontro con i problemi della salute, del lavoro, del denaro, della casa, dei rapporti; il tavolo duro della vita.
Per fare la vita ci vuole un fiore.
Il fiore è il simbolo della bellezza.
E la bellezza salverà il mondo.
Scegliete per la vita! Amate le cose pulite, belle: la poesia, il sogno, la fantasia. Benedite il Signore che vi dà questa possibilità di viaggiare senza biglietto, gratuitamente, lungo i meridiani e i paralleli non soltanto del globo ma dell' esistenza.
Amate la poesia, amate la bellezza!
Diversamente sarà molto difficile che il mondo faccia inversione di marcia”
“ Senza Misura” - Antonio Bello

domenica 21 dicembre 2008

BUON NATALE

Il concerto di ieri al centro sociale, è stato importante.
Non tanto per come abbiamo cantato, in altre occasioni (vedi rassegna) abbiamo cantato meglio,
ma per il contesto e per il luogo, così carichi di significato e di memoria.
Credo che questo modo di portare gli auguri con il linguaggio universale della musica, sia bello ed importante, così come mi pare sia stata apprezzata la scelta di portare molti brani della tradizione popolare natalizia, anche se questo ci ha portato a fare delle prove in più ed a non essere preparatissimi su alcuni canti.
Ora ci attendono i giorni più significativi di queste Feste, carichi di solennità, di gioia intima, di speranza e di pace.
Con affetto e gratitudine, vi auguro tutto questo dicendovi BUON NATALE.
Gigi.

mercoledì 10 dicembre 2008

Of one that is so fair and bright

Già queste parole basterebbero per spiegare il motivo per cui A Hymn to the Virgin in poco tempo ha occupato un posto di rilievo nel repertorio del coro. Lunedì l'abbiamo cantato per la prima volta durante una messa. In precedenza non avevo nascosto le mie perplessità a proporre un canto in inglese in una celebrazione eucaristica. Ho sempre sostenuto l'opportunità di cantare in latino, dopotutto lingua ufficiale della Chiesa Cattolica, ma un canto in inglese (seppur non interamente) non ce lo vedevo proprio. Ebbene mi sono dovuto ricredere. Cantandolo prima e meditandolo poi, sotto le note dell' Ave Maria di Arcadelt sono stato colto da un profondo senso di inadeguatezza di fronte all'immagine della Vergine che esce dal canto. Era come se fossi stato compleamente trasparente davanti a Lei, con tutte le mie magagne messe a nudo senza possibilità di scampo. Ecco, se anche solo un pizzico di quelle emozioni sono passate all'assemlea attraverso il canto, allora non farò più dissertazioni sulla lingua del canto.

venerdì 28 novembre 2008

Agnese...

Agnes, Agnus, figlia, sorella, fidanzata, amica, ex liceale, universitaria, lavoratrice part time, guida turistica per passione, corista, soprano, solista, eccellente salmista, consigliere del coro, giovane del coro, perfetta coordinatrice di cene del coro, catechista, chitarrista del coretto, membro insigne del consiglio pastorale parrocchiale ... e chi sa chi ancora. Buon compleanno a tutte!

domenica 16 novembre 2008

Cronaca di uno "spiedo non spiedo"

Ho ancora nel naso il profumo acre della cera delle candele appena spente, l'eco degli ultimi canti un po' sguaiati della parte giovane del coro risuona ancora nella testa. Negli occhi la leggera bruma che sale dal lago decretando la fine di una giornata splendida, con il Baldo all'orizzonte che sorrideva facendosi beffe di noi. Poi la tavolata dei giovani (ma quanto siete cresciuti!) e don Daniele; quella, bellissima, di quelli che si credono ancora giovani, ma qualche testa senza capelli tra le altre è lì inesorabile a scandire il passo del tempo; il tavolo del maestro e degli ospiti illustri con dibattiti politico-teologici che non si sa dove vanno a finire, ma che testimoniano che gli ardori di una gioventù sempre in prima linea non si spengono facilmente; il tavolo degli ex presidenti un po' arrabbiati per questo “spiedo non spiedo” con famiglie al seguito; il tavolo di quelli che prendono solo l'aereo perchè in pullman è troppo lunga; con loro Iuppa e amico e la faccia più bella dell'Albania; il tavolo della pastorale del turismo con Betty, Alfredo e Katia; il tavolo del New President, solo, presto abbandonato dalla famiglia attirata dagli animali della fattoria con annesso parco giochi. Non sono mai stato capace di disegnare. La mia maestra alle elementari mi ha sempre detto che scrivevo bene; faceva leggere a tutti i miei temi. Poi lo scientifico e ingegneria non mi hanno aiutato. Ma queste poche parole vogliono essere una pennellata per chi non era con noi. Vanessa per il lavoro e Donata per quella maledetta imprevista emicrania (rimettiti presto!). Il resto lo faranno le immagini che Davide fotoreporter ha scattato fino a esaurimento... batteria

domenica 9 novembre 2008

Che bello, un coro


Ogni volta è un miracolo. Tutta questa gente, tutte le preoccupazioni, tutti gli odi e i desideri, tutti i turbamenti, tutto l'anno scolastico con le sue volgarità, gli avvenimenti più o meno importanti, i prof, gli alunni così diversi, tutta questa vita in cui ci trasciniamo fatta di rida, lacrime, risate, lotte, rotture, speranze deluse e possibilità inaspettate: tutto questo scompare di colpo quando i coristi si mettono a cantare. Il corso della vita è sommerso dal canto, d'improvviso c'è una sensazione di fratellanza, di profonda solidarietà, persino d'amore e le brutture quotidiane si stemperano in una comunione perfetta. Anche i visi dei coristi sono trasfigurati: non vedo più Achille Grand Fernet (che ha una bellissima voce da tenore), né Debora Lemeur né Segolene Rachet né Charles Saint Sover. Vedo degli esseri umani votati al canto.
Ogni volta è la stessa storia, mi viene da piangere, ho un nodo alla gola e faccio di tutto per controllarmi, ma quando è troppo è troppo: a stento riesco a trattenermi dal singhiozzare. E quando c'è un canone guardo per terra perchè l'emozione è troppa tutta in una volta: è troppo bello, solidale, troppo meravigliosamente condiviso. Io non sono più me stessa, sono parte di un tutto sublime al quale appartengono anche gli altri, e in quei momenti mi chiedo sempre perchè questa non possa essere la regola quotidiana, invece di un momento eccezionale del coro.
Quando il coro s'interrompe tutti quanti, con i volti illuminati, applaudono i coristi raggianti. E' così bello.
In fondo mi chiedo se il vero movimento del mondo non sia proprio il canto.

(L'eleganza del riccio - Muriel Barbery)

giovedì 6 novembre 2008

il coro va dal parrucchiere

Tutto è cominciato dopo una Messa. Quel giorno i veterani dovevano decidere il si o il no per la
"tradizionale" castagnata dell'1 novembre. Ognuno di loro cercava negli occhi dell' altro quel po' di entusiasmo necessario per mettere in moto la macchina, Nessuna scintilla, nessuno scoppiettio. Come quando ti guardi allo specchio e vedendo la tua faccia sempre uguale ... DECIDI DI ANDARE DAL PARRUCCHIERE! Così è stato ... il coro ha deciso di cambiare taglio e piega .. la castagnata del l° novembre sarà organizzata dai giovani! Bene, chi glielo dice? The president, coraggiosamente il giovedì dopo getta il sasso: era forse troppo duro? forse troppo grosso? forse è stato lanciato con troppa forza? Fattostà che la risposta è stata un lapidario "vi faremo sapere". Però nello stesso momento si è avvertito un sottile malumore serpeggiare sotto le panche della sede. Eh sì, i CAMBIAMENTI DI LOOK lasciano sempre un pò perplessi! Agnese fa sapere. Va beh! però io devo studiare, che tradotto significa "non so far cuocere neppure un uovo sodo". Francesco e Marta, da buoni fratelli e perciò sempre in conflitto, improvvisamente si sentono solidali per far muro alla batosta. Piace e Beppe prudentemente silenziosi, già pensavano " tanto qualcuno ci penserà" Chiara, invece, già meditava sul cosa comprare da sfoggiare per l'occasione, mentre Vanessa aveva già realizzato l'idea di una torta speciale. Cesare, a Padova, è stato raggiunto da un brivido. E' TROPPO DIFFICILE, IL PETTINE NON CORRE, CI SONO TROPPI NODI, SI E' INGARBUGLIATO TUTTO! TAGLIO!!! Lasciamo decantare la cosa qualche giorno... poi in sede appare un foglio, con nomi e cose da portare. La partecipazione sembra buona, andiamo avanti, la decisione è presa...largo ai giovani!! Con un ritmo asinghiozzo, ecco i preparativi: pastasciutta si , pastasciutta no, castagne sul fuoco castagne nel forno, vino e bibite, patatine torte salate, uffa c'è anche il pane da comprare, e le tavole dapreparare e "oddio come si fa" e "non preoccuparti che so fare da solo". Ultimo giorno. la spesa. Cesare Roc e Marta nonsofarnientenessunomiama, sotto la pioggia, con la responsabilità e la ponderatezza di due grandi partono per il supermercato. Mi sta venendo l'ansia! Manca anche l'insalata!... Agnese dov'è..ssh! sta studiando! Poi appare e gli altri si sentono più tranquilli. Cavolo Francesco, anche la partita proprio alle 4, "sì, ma poi arrivo". Ormai è sera, la notte porterà consiglio....Poi arriva il giorno... Dai, bisogna andare giù presto. troppe cose da fare. il fuoco, le tovaglie l'acqua che non bolle più. Aumenta l'ansia....I tavoli pesano, forza Marta, dai Chiara, dammi una mano! E mentre le tovaglie colorate si stendono, Beppe filosofeggia.. Taglia il pane, bibite orco il vino è rimasto in sede, posate, piatti patatine (e non cominciate a mangiarle) Chiara ha apparecchiato e ora va a farsi una doccia! In un angolo due pezzi da 90 tagliano le castagne. E' tutto pronto! Arrivano gli invitati, ognuno portando il suo contributo. cibo, fantasie e confusione. V bene, strabene.. CesareRoc, è suo il fardello, non si ferma fino alla fine e nemmeno Francesco si riconosce, non smette di darsi da fare, e così Marta e Vanessa e Chiara.. perfino Beppe, obbligato!, asciuga quattro piatti. C'è tempo anche per fare una cantatina, invadendo uno spazietto clandestino. E' la voglia sana di cantare insieme quando appena l'aria ti porta all'orecchio l'accordo giusto. Poi la solita, sfiancante partita a Risiko, che fa le una e mezza di notte, colpevole dell'assenza di "qualcuno" alla messa del giorno dopo.Pazienza! E' andata strabene! VALEVA LA PENA ANDARE DAL PARRUCCHIERE...FA BENE A TUTTI CAMBIARE FACCIA. A NOI E A CHI CI GUARDA! donata

domenica 2 novembre 2008

Bella serata

Bravi i nostri giovani!
Hanno organizzato una bella castagnata, preceduta da una gustosa cena molto apprezzata.
Una serata molto partecipata ( peccato per chi non c'era ), degna conclusione di una Festa importante dove il coro ha fatto egregiamente sentire la propria voce.
Adesso sotto con la rassegna, pubblicizzatela attarverso internet voi che avete dimestichezza col mezzo tecnologico.
Ma soprattutto non marinate le prove di canto.

giovedì 16 ottobre 2008

1 Novembre, largo ai giovani!

Sabato primo Novembre, dopo la celebrazione al Cimitero ci troviamo all'oratorio Paolo VI per la castagnata e cena annessa. I giovani del coro hanno accettato l'invito dei più anziani e si stanno organizzando per preparare la serata. Grazie!

martedì 7 ottobre 2008

Rassegna di canto corale

SABATO 15 NOVEMBRE, NEL DUOMO DI DESENZANO DEL GARDA,
SI TERRA' LA XIV RASSEGNA DI CANTO CORALE ORGANIZZATA DAL NOSTRO CORO.

PARTECIPANO:

IL CORO DEL DUOMO DI SANTO STEFANO IN CASALMAGGIORE (CR)
DIRETTO DAL M° MAURIZIO MONTI

IL CORO "VOCI DELL' ARIL" DI CASSONE DI MALCESINE (VR)
DIRETTO DAL M° STEFANO ZILIO

E....NATURALMENTE IL NOSTRO CORO

lunedì 29 settembre 2008

Auguri

Buon onomastico al Presidente!

venerdì 5 settembre 2008

Gita del coro sul monte Baldo

Programma:

-Appuntamento a malcesine alle 8:20;
-partenza con il battello alle 8:30;
-partenza con la funivia alle 11:00;
-messa(che potrà essere prima o dopo pranzo);
-pranzo al rifugio;
-passeggita;
-arrivo a desenzano previsto per le ora 19:40

Prezzo: 60 euro tutto compreso (riduzione per i bambini)

venerdì 29 agosto 2008

Ripresa

Forse qualcuno se l'è scordato,
ma le prove di canto son riprese ieri sera 28 agosto
e la domenica mattina si canta ancora alla Santa messa delle ore 11,30
( appuntamento alle 11,15 ).
Buona ripresa a tutti!

Gigi

giovedì 7 agosto 2008

La "festa" non è ancora finita!

La festa non è ancora finita...
Ecco, è cominciato il rito dello "smonta e metti via". Di buon mattino, arrivano le donne, tutte insieme e frettolose; bim bum bam, impacchetta, impila, pulisci,riordina, conta decidi, questo sì questo no, le pentole lassù i detersivi quaggiù che servono ancora...Lo spazio si libera e ricominci a respirare... è il segreto di Mary Poppins, ogni cosa al suo posto! Verso sera arrivano gli uomini, dopo il lavoro, uno alla volta, silenziosi, come formichine, sono sempre quelli...i più vecchi, sanno subito ed esattamente cosa c'è da fare, gli stessi movimenti, le stesse frasi...Ecco, non tutto subito, impossibile, oggi questo, ormai è tardi, domani stessa ora un altro po', poi ancora, fin quando il cortile dell'oratorio è quello di sempre, un'altra magia! Poi la squadra dei "raccogli i manifesti", una passeggiata serale per le strade, quattro risate, un gelato e via si scarica all'oratorio. Ne avete dimenticato uno...il primo che passa...Nel frattempo, scala, forbici e sacco nero, parte la squadra dei "taglia nastri". Seconda generazione,: ormai in grado di arrangiarsi senza lo zio Berna, su e giù per la scala lunga e poi un bel mucchio colorato di nastri sul quale tuffarsi per fare una foto!Intanto il "gatto grosso", ripercorre il terrritorio e paga. Ogni debito saldato una riga sul foglio...e la festa sabato avrà la sua vera conclusione. tutto a posto, si va in vacanza ... tutti! Restano "fuori" solo i ricordi, sono duri a morire, sono prepotenti, resteranno lì nell'aria tra i muri fino all'anno prossimo, per poi confondersi con quelli dell'anno prima...Sarà un piacere riordinarli, dopo l'estate, quando davanti allo spiedo vedremo finalmente seduti tutti insieme grandi e piccoli che hanno regalato il loro lavoro alla festa di Santa Maria Maddalena.

DONATA

giovedì 31 luglio 2008

Pensieri stanchi...ma contenti

Le bocce della festa di Santa Maria Maddalena piano piano si stanno fermando... ed io che all'apparenza non sono mai contenta di niente, mi accorgo di avere nella testa e nel cuore molte sensazioni che vorrei condividere... è un "fritto misto" di gioia e stanchezza, incredulità e contentezza, soddisfazione e gratitudine che fa pensare a quante sorprese ti riserva la vita! Tu concedi un ballo e lei, sta sicuro ti farà ballare! Alla fine questi pensieri finiscono sul blog del coro, perchè sono ancora le voci dei cantori che ho nella mente... una voce squillante che dice " risottiiii", "pennetteeee", le voci di basso e tenore che imprecano tra le porte del Villaggio della Solidarietà, quelle più acerbe dei ragazzi con il cabaret in mano; quelle pacate di chi conta i soldi; quella che con commovente fiducia ti consola con "cinque minuti!"; quella tonante del Gigi che ti fa pensare " per fortuna che c'è qualcuno che pensa per me!" Ma guarda un pò sembra una magia! Eppure sono le stesse voci che avevo vicino quando in maggio abbiamo cantato a Maria , quando in dicembre abbiamo cantato in Duomo, quando...e poi vieni a dirmi che la vita non riserva sorprese!? Sono le stesse facce. Metti la divisa, metti il grambiule, prendi le partiture prendi il vassoio. il cuore dell'uomo è immenso. più lo riempi e più trovi spazio! Ed ancora una volta ci si ritrova insieme a fare "cose" più grandi di noi, e ancora una volta mi torna in mente il salmo 8 che dice " che cosa è l'uomo perchè te ne ricordi...eppure l'hai fatto poco meno degli angeli di gloria e di onore lo hai coronato". Io mi sento davvero "coronata " e "onorata" .....e un pò stanca! Poi il lunedì, mentre già si sente il clangore dei tavoli di ferro che si chiudono, e la gente si avvia tutta insieme al cancello salutando, noi si risponde, come se li avessimo invitati a casa nostra. " Ciao, arrivederci, grazie, è stato un piacere, ci rivedremo l'anno prossimo!" La vita riserva sempre delle sorprese ... e le persone anche!

Donata

martedì 29 luglio 2008

Maria Magdalene

E' davvero commovente l' attaccamento a "MARIA MAGDALENE".
Ma state tranquilli, come conosciamo tanti canti dedicati a Maria madre di Gesù,
e nessuno ne sostitusce altri, così la nuova lauda non sostiturà il precedente mottetto.
Sarà invece una preghiera in più per lodare la nostra Santa Protettrice.
Ciao a tutti, Gigi.

Auguri Marta!

In qualità di new president e anome del coro tutto voglio porgere gli auguri di buon onomastico a una delle presenze più delicate che il coro abbia avuto negli ultimi anni.
A titolo personale e del resto della famiglia Tosi mi associo al coro e aggiungo un grazie per le carezze che escono dalla tua voce ogni volta che canti i salmi.
Buon onomastico Marta!

domenica 27 luglio 2008

Santa Maria Maddalena

Dopo ventun anni abbiamo momentaneamente tralasciato il mottetto "Maria Magdalene" nel giorno della sua solennità.
Un pò mi dispiace, ma sono contento che siamo riusciti a cantare dignitosamente la nuova lauda.
A me piace molto e poi non dimentichiamoche è il nono canto che siamo riusciti ad imparare dall'ottobre scorso ad oggi. BRAVI!
Ricordatevi gli impegni riportati nel precedente intervento.
Buone vacanze a tutti.
Ciao, Gigi!

venerdì 18 luglio 2008

Peccato

Peccato che le ultime due prove siano state marinate da così tanta gente.
Abbiamo imparato una nuova lauda dedicata a Santa Maria Maddalena,
la canterà chi l'ha imparata.
Luca è disponibile a tenere qualche prova supplementare per chi non la conosce,
cercate di mettervi in cintatto con lui, io sono impegnato per la festa.
Scadenze: 22 agosto, Santa Maria Regina, Messa al Mericianum alle 20,30.
28 agosto, ripresa delle prove di canto.
29 agosto, concerto del coro di Amburgo. Contattare Donata
peer collaborare al rinfresco.

Raccomando la presenza alla Messa domenicale delle ore 11,30.


Ciao a tutti, Gigi.

lunedì 14 luglio 2008

Messagio da Bepi

> ----- Original Message ----- > From: "Bepi De Marzi" <mailto:galine1@virgilio.it: "Gigi Bertagna" <gigibertagna@alice.it>> Sent: monday 14 julie 2008 10:13 AM> Subject: caro>>> Caro, grazie per la gioia che mi avete dato tu e Franco con le rispettive mogli venendo ad incontrarmi. Spero di poter fare ancora qualcosa con voi e con le meravigliose voci del tuo coro. Le voci fresche e giovani dei tuoi ragazzi, che ancora sanno intonare la speranza ed il coraggio di andare avanti. Magari in autunno o in inverno quando il lago avrà contorni incerti che inducono alla riflessione. Stare con voi è sempre tanto bello.... Un caro saluto a tutti. Un abbraccio, tuo Bepi De Marzi.

mercoledì 9 luglio 2008

Di ritorno da Velo Veronese

Una bella serata lunedì a Velo.
Bepi ha parlato, suonato e cantato per quasi due ore.
Dal pretesto degli inni dei partiti, delle associazioni
e delle formazioni militari, è arrivato a raccontare
il vero senso del canto popolare, espressione culturale
fra le più alte perchè conservata e trasmessa nell' anima
nel sangue e col cuore.

martedì 1 luglio 2008

Concerto a Sirmione

BRAVI!
Nonostante l'afa, le poche prove e qualche assenza di troppo, siete riusciti a concentrarvi
nel modo giusto per offrire a chi ci ascoltava ed al nostro diletto, una serata di livello più che dignitoso. Ci sia di buon viatico per il futuro cammino.
Grazie ancora a Milena per la sua collaborazione.
Il ritornello ormai lo conoscete:
"Spero che alle prove nono mancherete".
Un caro saluto a tutti!

domenica 29 giugno 2008

serata a Sirmione

Un grande in bocca al lupo a tutto il coro per la meditazione di stasera,spero possa andare tutto bene anche se il coro è un pochetto dimezzato...Sicuramente sarà una di quelle serate emozionanti ed interessanti come solo il coro di S.M.M riesce a fare...
Ocio al Dixit Maria :-)
ciii

sabato 28 giugno 2008

Sarebbe da non perdere

Fiero l'occhio, svelto il passo

Bepi De Marzi: FIERO L'OCCHIO, SVELTO IL PASSO, canti di guerra o canti per la guerra?
Lunedì 7 luglio ore 21.00. Teatro di Velo Veronese. Ingresso gratuito.
Giovinezza, nata come “operetta” nel 1909, è passata in trent’anni lungo tutte le elaborazioni, i rifacimenti, le parodie possibili. Diventato “canto del regime”, è stata ignorata la sua origine vagamente goliardica, operettistica, per sostenere l’impegno delle generazioni verso l’unico scopo del Fascismo: la guerra. Anche Bella Ciao non è mai stato intonato durante la Resistenza perché è un adattamento - operato a Berlino dalla Gioventù Comunista Italiana nel 1948 - di un canto di mondine proveniente da una filastrocca infantile, probabilmente ispirata a un melodia della tradizione klezmer. Bepi De Marzi, colto dissacratore dei miti, tra canti e suoni, racconterà tutto questo, senza escludere gli inni dell’Azione Cattolica e della Democrazia Cristiana.

giovedì 26 giugno 2008

Prove di giovedì 3 luglio

Giovedì 3 luglio la prova si terrà nella piscina di Paola.
Uniremo al piacere di cantare nell' acqua (Zingen in wasser)
10 minuti di canto vero per la Messa del 6 luglio al Santuario di S.Felice.
Grazie a Paola per l'invito.

sabato 21 giugno 2008

Carlo Geminiani

Sempre da Bepi.
Carlo Geminiani è mancato una settimana prima di Mario Rigoni Stern ed è stato l'autore dei testi di molte "cante" musicate da Bepi.



da Il Giornale di Vicenza


Ragazzo nella sua Faenza. Esce nel pomeriggio per un giro in bicicletta. Arrivato in periferia, la città viene bombardata dalle fortezze volanti americane. Sotto le macerie della sua casa muoiono la mamma e la sorella. Il papà è in guerra. Disperato, affida il fratellino ai parenti e si arruola nell’esercito della Repubblica di Salò. Ha diciotto anni. Carlo Geminiani non ha mai fatto mistero della sua storia. Siamo diventati amici nel 1963, intorno alle sue strofe ispirate da “Centomila gavette di Ghiaccio” di Giulio Bedeschi. Quando venne ad Arzignano con i suoi camerati, rimanendovi pochi mesi, io ero un bambino. E qui conobbe Eliana Aldighieri, che a guerra finita sarà sua moglie. Era poi passato in Piemonte, nelle aspre Valli Ossolane. A Premosello era stato avvicinato da una giovane della Resistenza che gli aveva detto: “Sappiamo che tu sei giusto e generoso, che aiuti la gente e non fai male a nessuno. Se vuoi, adesso che tutto sta per finire, noi possiamo salvarti”. Naturalmente, rifiuta. Processato alla fine della guerra, il giudice di Bologna gli dice: “Lo so che non hai commesso niente di male, ma devo condannarti lo stesso”. Tre anni di carcere nella Fortezza di Volterra e la libertà a Milano, dove conosce Antonio Pellizzari e Beppe Bedeschi. Eccolo a dirigere l’Ufficio pubblicità della grande officina arzignanese. Anni creativi, con i famosi manifesti che ora sono in un prestigioso museo americano a dire della genialità grafica italiana. Geminiani e Bedeschi sono gli ispirati collaboratori del giovane Pellizzari nella “Scuola di Arzignano”: il tempo inebriato dall’arte, dalla musica, dalla letteratura, dalla poesia, dal teatro, dal nuovo cinema. Ma Antonio Pellizzari muore nel 1958 e l’Officina cambia nome. Arriva l’immancabile direttore che vuole rivoluzionare tutto: gli uffici come sigle, gli uomini come numeri. “Da questo momento, lei sarà Ve.Pro”, dice a Geminiani. “No, Ve.Pro sarà lei”, risponde Carlo. E se ne va. Subito il sodalizio con Gabri Chemello. Poi l’ADAS con Lele Rossi e Franco Tizian. I suoi lavori grafici sono inconfondibili. Maestro di stile, di immediatezza, di armonia, di pulizia. Lo cercano per collaborazioni importanti. Non fa conto del denaro: accetta i lavori se sono chiari e motivati. Coltiva l’amicizia nel giardino della felicità. E ogni anno, d’agosto, lo raggiungono a Lavarone gli antichi ragazzi di Faenza: canti, sospiri e ricordi nella parlata romagnola. Il limpidissimo rapporto con Terenzio Sartore nasce fin dal primo grande volume sulla Civiltà Rurale della Val Leogra, edito dall’Accademia Olimpica. L’ultima affettuosa collaborazione è stata con “e-team” di Rinaldo Pellizzari. Amico fraterno di padre David Maria Turoldo, con la sua calda voce di baritono intona i Salmi fin dai primi tentativi poetico-musicali di Sant’Egidio a Sotto il Monte. Ma si incontravano qualche volta anche a Vicenza, al mattino, appena prima del chiaro. Geminiani spingeva la bicicletta fino a Monte Berico; Turoldo usciva dal convento “per non impazzire”. Nel 1992 siamo andati insieme a salutarlo nella clinica di Milano poche ore prima che morisse. E c’era, con lui, tenero, premuroso, commosso, padre Francesco Rigobello.
“Era la notte bianca di Natale, ed era l’ultima notte degli alpini; silenzioso come frullo d’ale ardeva il fuoco grande nei camini”. Nel 1963, Giulio Bedeschi pubblicava da Mursia “Centomila gavette di ghiaccio”. Ispirati dal libro, gli vennero i versi di “Joska la rossa”. Carlo pensava in romagnolo, traduceva in italiano e scriveva in vicentino occidentale. Poi fu “Il ritorno”, che irritò non poco il reducismo più duro. Aggiunse una strofa a “Monte Pasubio”, che piacque tanto a Gianni Pieropan. “La brasolada” scandalizzò i soliti bigotti. Dovemmo, per non litigare con gli ultimi fanatici del militarismo, cancellare “Il disertore”. Vennero altri canti e fu una stagione di amori. Ma Carlo, come me, s’incantava del Natale. “Le stelle in cielo passan piano piano, e nelle case scure ancor si sogna; ghe xe soltanto, sveja, ‘na zampogna che ‘riva dal passato, de lontano: Natale che passa, Natale che viene, volémose bene…”. Usando la terza persona, come i cantastorie, aveva scritto di sé: “È convinto che tutti gli uomini siano buoni”. Ma quando sono arrivati questi arroganti xenofobi che ci comandano perseguitando i poveri del mondo ha cambiato opinione. Rimasto vedovo, ha sposato Olga Ruzzene, come lui forte e generosa e tenera. Conservò l’amicizia più cara e fraterna con Beppe Bedeschi. Passeggiavano insieme sulle colline oltre Lonigo, a Corlanzone, nel parco che conserva l’obice 75/13 degli alpini, che Bedeschi aveva incredibilmente recuperato dalla Campagna di Russia. E una volta Geminiani ha voluto accompagnare Mario Rigoni Stern, altro suo grande amico, a incontrare Bedeschi proprio sulla collina berica dei ricordi. Noi amici si stava in silenzio, discosti. E ci parve di sentirli recitare un’Ave Maria.

Bepi De Marzi

venerdì 20 giugno 2008

RIGONI

Bepi me l'ha mandato per il coro:



da Il Giornale di Vicenza

“La neve verrà leggera come piccole piume d’oca, soffermandosi prima sugli alberi, quindi filtrerà tra i rami posandosi sui cortinari gelati, sugli arbusti di mirtillo, sul muschio…”. Si chiudono così, le quaranta pagine di “Inverni lontani” stampate da Einaudi nove anni orsono.
Io sono certo che in Altipiano, stanotte, nello slargo segreto degli urogalli, il vento di tramontana spargerà una piccola neve. E Asiago, nell’alba, suonerà a lungo il Matìo, il campanone del duomo.
“Ho scritto a Rigoni Stern e mi ha risposto!”. Così le esclamazioni di tanti amici sorpresi dalla sua generosità. Certo: rispondeva a tutti, magari con un breve pensiero, un rapido e poetico saluto. Come nelle dediche sui libri, sempre felici, personalizzate, con l’invito a camminare la montagna, a respirare i boschi. Era meno paziente con gli imperversanti grafomani che perlopiù gli mandavano romanzi da nulla.
E il pellegrinaggio degli ammiratori, dei devoti, anche dei turisti curiosi, che per gli asiaghesi sono pur sempre “i foresti”.
Ma nella casa solitaria al limite del bosco, l’Arboreto salvatico, ha sempre vigilato con intelligente attenzione, con discrezione e dolcezza innamorata, la signora Anna.
Questo suo tempo ultimo prima della malattia è stato libertà, libertà, libertà, più di sempre libertà. Libertà dalle mode delle piccole patrie, come le smanie di passare al Sudtirolo dei suoi compaesani eccitati: “Quanto è difficile, Bepi, convivere con gli imbecilli”. Ironia e libertà dalle angosce politiche: teneva nell’angolo fresco della cantina una bottiglia di bianco friulano per festeggiare l’uscita di scena del Cavaliere. Ma la beveva poi con gli amici, periodicamente, sorridendo sconsolato, e ne metteva una nuova dell’ultima annata. Lo volevano far senatore e ogni tanto qualcuno raccoglieva anche le firme. Dio mio! andare laggiù, accanto agli sbeffeggiati, agli umiliati dalla gentaglia che non riconosce i meriti della scienza, dell’arte, della sapienza, della saggezza. Magari qualche revisionista gli avrebbe urlato che Mussolini aveva mandato gli alpini in Russia per fare le vacanze sulla neve. Non aveva già detto, quello là, che gli oppositori del regime venivano graziosamente tenuti per anni nelle isole delle vacanze esclusive?
Ai ragazzi delle scuole diceva sereno: “Spegnete la televisione e giocate, ma giocate all’aperto: per capire le ore del giorno, per entrare nei segreti delle stagioni; inventateli, i giochi, e correte, e gridate la gioia di vivere”. Poi, guardandosi intorno, severo con gli insegnanti, aggiungeva immancabilmente “e leggete di tutto, ma proprio di tutto, per capire e amare le storie e le genti del mondo”.
Teneva sul balcone, all’entrata di casa, la bandiera della pace, leggera nel vento davanti al Moor che gli ricordava le sere d’estate con l’indimenticabile Gigi Ghirotti. Aveva raccontato a lui per primo la Storia di Tönle.
In dicembre dell’anno scorso si doveva andare insieme a Solagna, lui a raccontare, io a cantare pian piano ciò che mi chiedeva, a leggere della sua neve, degli inverni, degli amici mai più ritornati, dell’Albania, della Russia, dei Lager nazisti dove aveva vissuto l’orrore. Ma c’è stato il primo annuncio del male. E siamo rimasti tutti in doloroso silenzio. Mesi prima, in una mattina di sole asiaghese, si era impegnato per il No Dal Molin. E subito quella livorosa di Vicenza a scrivere di lui militarista! volontario a combattere prima i francesi, poi i greci e infine i comunisti. Volontario? “Sull’Altipiano, per noi ragazzi c’era un detto: o prete, o frate, o fuori con le vacche”. A diciassette anni aveva anticipato il servizio militare che prometteva scalate e sciate in montagna. E lo ha colto la guerra.
Nell’Adunata degli alpini l’hanno portato in Ortigara con l’elicottero.
Lassù, per la messa, gli avevano riservato un posto accanto a un politico logorroico e bigotto, uno dei tanti saltapartito, immancabile con altri esibizionisti anche sul palco d’onore alle sfilate, come a Bassano. Ma lui, Mario della pace, sulla cima della sua Montagna, svicolando, si è tenuto lontano dai figuri del potere confondendosi tra gli alpini “pazienti, quasi rassegnati per una predica che non finiva mai: ma chi l’ha detto che intorno alla Colonna Mozza si debbano ripetere le solite fiabe del catechismo con il moralismo da messa prima?”.
Quando Montebelluna - un’isola di speranza nella trevigianità stordita dal leghismo - lo ha nominato cittadino onorario, è rimasto là tre giorni per incontrare tutti: i ragazzi delle scuole, gli artigiani, i contadini, la gente che gli faceva festa. La domenica mattina, molto presto, in quel duomo enorme, buio e glaciale, abbiamo intonato insieme anche i salmi di Turoldo: “Quando si canta la poesia, a messa non mi annoio mai”. Qualche settimana dopo, per una sua lucida e inattaccabile dichiarazione sul significato di “eroe di guerra” legata ai nostri soldati professionisti e ben pagati mandati in missione in Iraq, i consiglieri comunali della destra pretendevano che restituisse la cittadinanza onoraria.
Ad Asiago, alla vigilia dell’Adunata, la solita impettita consigliera regionale, mentre passava nella via principale con la sua corte, è stata vista prendere a calci il banchetto di cartone di un innocuo e silenzioso ambulante extracomunitario. Gli alpini l’hanno saputo subito. E Mario, spinto suo malgrado a partecipare alla sfilata seduto in camionetta, quando è passato davanti al palco si è girato dall’altra parte.
Libertà, libertà, libertà. Ma che beffa morire nel tempo oscuro del revisionismo, del negazionismo, con Berlusconi imperante!
Ora sto qui a piangere. E m’ingroppano ancor più i passati inverni delle nostre brevi camminate mattutine insieme a Carlo Geminiani. “La neve verrà leggera come piume d’oca, soffermandosi prima sugli alberi…”.
Nell’armoniosa stanza d’entrata della sua casa, con la scala in fondo che porta “di sopra”, c’è la scultura in bronzo di Augusto Murer, “Il sergente nella neve”. È un’immagine dolorosa nella tormenta. Lì, tra le pareti di legno bruno, noi amici più cari abbiamo sempre parlato sottovoce.

Bepi De Marzi

martedì 10 giugno 2008

Quei ragazzi che cantano Bach

Giorni fa, una domenica, via Giulia era bloccata da una folla in coda all’ingresso d’una chiesa, Molti giovanissimi. ragazzi in età da liceo, bambini di scuola media. Che succede, domando: una messa. un incontro con qualcuno di qualche comunità? No, un concerto, risponde una ragazzina con l’apparecchio ai denti. >E' dei grandi del coro del nostro maestro di musica, a scuola. Noi cantiamo il lunedi. Entro. Nella chiesa dello Spirito santo dei Napoletani a occhio ci sono 700 persone. Il programma del concerto ha per titolo “Architetture dell’anima”. Musica barocca. Bach. Vivaldi. La folla e tale che qualcuno minaccia di chiamare la polizia, non è possibile bloccare la strada. Che succede? Chi organizza? Vergogna. Il giorno dopo, lunedi sera, replica. Stessa folla, moltissimi in piedi. stesso programma: concerti di Bach per due pianoforti e archi, Gloria in Re maggiore di Vivaldi. Leggo sul programma: il concerto è donato al Fai. Un regalo. Ma chi organizza, chi finanzia? Nessuno, spiega il maestro di musica di quei ragazzi in coda: i 50 coristi, l’orchestra, i 2 solisti, i 3 pianisti e chi li dirige fanno tutto gratis, sono volontari,>La musica colta non può essere che un regalo’>, dice. E' la norma, aggiunge. Non ci sono istituzioni che finanziano, non c’è pubblicità sui giornali. Chi arriva, le centinaia di persone sono chiamate dai passa parola, «Il nostro compenso sta nella presenza del pubblico> aggiunge il maestro.Si chiama Alessandro Anniballi, insegna musica a scuola. Mi spiega: «E' da quanno ho iniziato a fare concerti che mi sono scontrato con questa anomalia: in Italia la musica classica non si paga. Questo genere di concerti è gratuito. fatti salvi quelli ospitati dai due templi della musica, l’Auditorium e l’Opera, ma ciò conferma la regola. E a ben guardare, a fronte di biglietti dai costi proibitivi, riservati a una mondanità sempre più incolta, scollata dal vero amore per la musica, si offrono produzioni non sempre accurate, a volte stentate. Assistiamo increduli al dispendio di tanto denaro pubblico’. Nella mentalità italiana, dice, è come se la musica classica appartenesse a una categoria del superfluo che non ha bisogno nè diritto d’essere pagata. "Il nostro complesso vocale e orchestrale è fatto di persone che hanno lavorato anni in ambiti accademici, e studiano ore e ore ogni giorno. Ma sono spesso costrette a sbarcare il lunario con altre occupazioni che consentono di pagarsi il lusso della musica: ai tempi della doppia attività riuscire a suonare è ogni volta quasi un miracolo". Mi chiedo come mai la musica abbia cosi poco posto nell’educazione scolastica: alle medie il lavoro nel coro è spesso quel che di meglio i bambini hanno in dote dalla scuola. Poi basta, al liceo non c’è piu niente o quasi. Così l’educazione musicale tocca solo la fascia fra 11 e 13 anni, i loro docenti sono spesso demotivati. oltre che dalle condizioni di lavoro analoghe a quelle di colleghi di altre materie, pure dalla considerazione che questi ultimi riservano loro. La musica nel collegio dei docenti è definita materia “ricreativa”: le altre,materie “di pensiero”. Nella scuola elementare, pur essendo l’insegnamento previsto, non esistono maestri di musica e le attività sono un gioco. Bisognerebbe andarci almeno una volta, a vedere, sentire, i ragazzi pre-adolescenti - gli stessi cui l’insegnante della materia “di pensiero” fatica a togliere il telefonino in classe - bisognerebbe sentirli cantare in 80, canoni, canti gregoriani, Bach. Così, tanto per sapere che, volendo, eventualmente, si potrebbe anche investire lì.

L' articolo è di Concita De Gregorio, pubblicato sulla "Repubbilca delle donne" di sabato 7 giugno 2008.

lunedì 9 giugno 2008

Vi piace Pärt?




... Se avete risposto sì, questo concerto vi può interessare. E' in onda mercoledì, alle ore 22.30 su Radio Rai Tre. In programma ci sono molti brani del compositore estone, tra cui il Magnificat, i due salmi slavi, Da pacem domine e Nunc dimittis. In più, saranno eseguite altre opere di ispirazione sacra di altri autori della stessa provenienza. Il coro è l'Estonian Philarmonic Chamber Choir, interprete storico delle opere di Part.



martedì 3 giugno 2008

Riflessioni

solo chi conosce il coro, solo chi si accorge del magico frullare di ali che c' è quando il coro è contento, del ritmo martellante del suo cuore quando il coro ha paura, della fragilità come di un eleastico in tensione, quando il coro è stanco, solo chi lo ama, sa che ci sono delle regole non scritte, forse solo sussurrate, che si imparano vivendo la vita del coro, anzi condividendo. soffrendo, ridendo, cantando, gioendo, giocando, mangiando, ballando...La prima regola è il RISPETTO. Rispetto per il perchè il coro è nato, cioè la cnvinzione di offrire di regalare la propria voce e il proprio impegno alla comunità per cantare insieme le lodi del Signore. Le lodi del Signore e per il Signore sono una cosa grossa che non si può improvvisare, il coro sa quale rispetto e quale dignità ci vogliono. Rispetto per il maestro che per quanto bello o brutto, grasso o magro, sordo o cieco è il maestro, è tutto il coro è il motore propulsore, è l'adesivo universale. Poi rispetto per ciò che il coro tiene tra le mani. fogli di musica pensati e scritti da gente come Palestrina, Arcadelt, Britten, Bruckner ecc. Ancora a proposito di rispetto, stavolta per quella parte di coro, che non manca mai, che fa carte false con il lavoro e la famiglia, che salta la cena, che sposta le vacanze, quella parte che non può far altro che telefonare per sentirsi vicino. Chi proprio non riesce a capire, chi proprio non ce la fa è meglio che si dedichi a qualcos'altro, il mondo è così grande.


donata bernardis